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Calcio / Impresa a Ginevra, Lugano ri-finalista in Coppa Svizzera

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E stai mo’ a vedere che, in un’annata di delusioni incommensurabili da vari fronti sportivi compresa l’ondata letale abbattutasi su società e/o prime squadre, alla fine eviteremo lo “Zero tituli” proprio grazie al vecchio, buon fùrbal del lato cuore e passione, materie immateriali che non possono far scuola in campionato – dove 98 su 100 vince il più forte ed il più forte è per solito chi spende meglio i denari – ma che in quel simpatico “Ok corral” che è la Coppa Svizzera hanno ancora un corso legale. Perché sissignori, il Lugano resta in lizza per tornare al “Wankdorf” di Berna, ad inizio giugno, con facoltà di difendere il trofeo conquistato nello stesso “Wankdorf” di Berna sulla metà del maggio ultimo scorso, 4-1 quella volta sul San Gallo essendo i bianconeri riusciti a staccare il biglietto per l’atto conclusivo con un 4-3 ai rigori sul Lucerna dopo il 2-2 dei tempi regolamentari nella semifinale; e nella semifinale di oggi a Ginevra, avversario il Servette, guarda caso ci sono voluti ancora i rigori per un 5-3 dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, ed il prossimo ostacolo ha un nome da brivido perché trattasi dello Youngboys mattatore in massima serie, ma chissà, del resto ieri il Basilea dimostrò che si può competere alla pari, o quasi, anche se si è piroga contro una corazzata, quanto ad armamento.

Della partita, molto che si potrebbe dire e moltissimo che invece scivola via, sommerso dalle priorità di cronaca. La prima: minuto 96 cioè si sta soltanto aspettando il triplice fischio di Fedayi San, Lugano avanti per 2-1 grazie alla doppietta di Ignacio Aliseda (30.o e 41.o) in risposta a Dereck Kutesa, goal del provvisorio 1-0 (22.o); minuto 96, si diceva, e per forza data dalla disperazione è il francese Enzo Vito Gabriel Crivelli, figlio e nipote di “pied noir” in Algeria, ad infilare un soterico 2-2. Gli ospiti accusano, barcollano, non mollano; in bianco il primo supplementare, in bianco il secondo, tutto da decidersi tra dischetto e porta. Lì, tac, tra gli ospiti non sbaglia nessuno (menzione d’obbligo sul succedersi degli esecutori: Zan Celar, Mattia Bottani, Mohammed El Amine Amoura, Roman Macek e Jonathan Sabbatini firmano per il Lugano), mentre il Servette tre ne infila ma viene tradito da Kevin Mbabu. Mattia Croci-Torti allenatore ci teneva, la dirigenza ci teneva, la tifoseria ci teneva: bravi tutti.

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