Home GRIGIONI ITALIANO Calanca, contro il rischio frane si fa… strada l’ipotesi della galleria

Calanca, contro il rischio frane si fa… strada l’ipotesi della galleria

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Ci vorrebbero 10 anni dal “via” al progetto e lo scavo, a rigore di prime valutazioni, sarebbe lungo almeno 1’400 metri; porta tuttavia con sé fascino e promessa di una soluzione definitiva il “tunnel” ipotizzato fra le possibili varianti a protezione della Strada della Calanca, tema questo dalla stretta attualità – si ricordi la recente chiusura temporanea del tratto compreso fra il bivio per Buseno ed il bivio per Castaneda, con blocco effettivo di persone ed attività a monte del secondo snodo – e che è stato al centro dell’odierno confronto fra rappresentanti dei Comuni calanchini, delegati dell’Ufficio cantonale foreste-pericoli naturali e loro colleghi dell’Ufficio tecnico cantonale. “Scambio costruttivo”, secondo l’ordinaria definizione da comunicati-stampa, per ora su impegno relativo cioè legato ai possibili scenari degli interventi da eseguirsi al fine di garantire sicurezza e percorribilità. Pesano sul piatto i circa 25 milioni di franchi spesi negli ultimi 30 anni, cifra ingente e che tuttavia non è bastata per mettere un punto fermo, anzi: anche sulla scorta di quanto oggetto della sessione di febbraio in Gran Consiglio, dove all’unanimità è stato approvato uno specifico incarico all’indirizzo dell’Esecutivo retico, nota a ciascuna delle parti intervenute l’elevata pericolosità di alcune sezioni, in ispecie tra il citato bivio per Castaneda e la galleria “Segheria Buseno”, stante l’incombenza di possibili franamenti.

Non solo intendimenti, non solo pronunciamenti, ad ogni modo, dall’odierno incontro. Primi provvedimenti garantiti: rimozione di una porzione instabile di roccia nella zona sul raccordo per Buseno (in aprile, e meglio a partire dal momento in cui sarà privo di rischi l’accesso ai punti critici. L’instabilità è data dal processo di gelo-disgelo e dalle precipitazioni, pioggia o neve che sia); entro il 2024, costruzione di un vallo protettivo al raccordo per Buseno; entro il 2024, installazione di reti paramassi a salvaguardia del cantiere di cui sopra; nel corso del 2024 e di certo con prosecuzione dei lavori sino a gran parte del 2025, quale intervento a medio termine e come da pianificazione avviata nell’autunno ultimo scorso, o rimozione o messa in sicurezza o avvio del controllo puntuale su un significativo numero di porzioni rocciose instabili nella parete sovrastante la Strada della Calanca, opera questa per la quale è da prevedersi uno sforzo significativo (la parete stessa è alta più di 300 metri).

Ultimo aspetto, ma già “vexata quaestio” e punto quanto mai dolente dopo le proteste giunte a Coira – mittenti autorevoli rappresentanti delle comunità locali – due settimane addietro, il problema dei blocchi improvvisi alla circolazione. Qui, zero promesse di piena libertà di movimento: “In casi eccezionali non è possibile l’esclusione di chiusure della strada con scarso preavviso”, il responso, almeno “fino all’attuazione dei primi lavori” (aprile 2024); ad ogni modo, le autorità comunali saranno “coinvolte nel processo decisionale” e le comunicazioni dall’Ufficio tecnico cantonale saranno inoltarte “con il massimo anticipo possibile”; rassicurazioni sono state fornite anche circa una “comunicazione aperta e trasparente” tra Cantone e Comuni. Insomma, aspettare per credere.

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