Home NEWS IN HOME L’editoriale / Altro che “appeasement”, Lega e Udc si mollano anche a...

L’editoriale / Altro che “appeasement”, Lega e Udc si mollano anche a Berna

1
0

Niente per le Cantonali, e niente anche per le Federali. Oh, per carità: a volte non c’è proprio modo di rimediare, a volte non ci sono proprio gli strumenti per rimettere assieme i cocci del vaso; ma qualche differenza corre tra l’accantonare i pezzi sino ad altro momento in cui si possa o si voglia riprenderli in mano (ipotesi uno) ed il frantumarli sino a che essi si siano ridotti a polvere (ipotesi due); ed oggi – così, ad occhio, valendo i discorsi per quel che i discorsi contano nella calura agostana – qualche dozzina di terrecotte è stata presa a calci da udicini e leghisti in separate sedi ma con messaggi ad incrociarsi da luogo a luogo ovvero da raduno a raduno, il Primo agosto quale occasione per celebrare sì e per contarsi sìissimo. La si dice così come essa consta alle ore 23.59 di sabato 1.o agosto 2026, Natale della Patria: altro che rimettersi insieme, le due parti non sono mai state così distanti come oggi. E non rifaranno lista comune: non c’era già nella corsa a Palazzo delle Orsoline sponda Legislativo, c’era stata sino all’ultima tornata per la stessa sede sponda Esecutivo ma il discorso era stato fatto cadere sei settimane addietro nelle ormai note modalità, e non ci sarà nemmeno per Berna. Urcavè.

Facciamola semplice. Mentre sulla sella del Passo del San Gottardo monsignor Alain de Raemy, quale presule del Ticino e sacerdote, guidava la celebrazione di una coinvolgente liturgia eucaristica con l’invito a festeggiare sul serio il “modello svizzero di vita democratica”, ricordando egli essere “questa nostra terra elvetica” un luogo “con cristiani profetici” prima ancora che “unione di Cantoni”, la politique sempre meno politicienne e sempre più à l’italienne ha offerto oggi due altri episodi della saga in cui si stanno confrontando Lega dei Ticinesi e Unione democratica di Centro. A quale punto si era rimasti? Ah, ecco: alla Lega dei Ticinesi in assemblea, ieri, dalle parti di Arbedo-Castione, e benché la riunione abbia avuto luogo a porte chiuse era chiaramente emersa una maggioranza favorevole all’esperire un nuovo tentativo di dialogo con l’altra gamba del Centrodestra “dichiarato” in Ticino, ferme restando le diversità concettuali (che sono di non poco conto). Scenario ipotizzabile: beh, hanno rimosso Claudio Zali che agli occhi dei vertici Udc era un incrocio tra Freddy Krueger e lo Jörmungandr figlio di Loki nella mitologia dei Norreni, hanno permesso a Piero Marchesi di prospettarsi come prossimo consigliere di Stato subentrante prima ancora di aver ottenuto una legittimazione diretta alle urne, come potrebbero non intendersi, per amore (non tantissimo) o per forza? Ecco, tutto disegnato, concedendosi i tempi utili e necessari. Ed invece no.

No: perché da Serravalle frazione Semione, sede scelta per le celebrazioni del Primo agosto in cifra udicina, Piero Marchesi stesso ha parlato da futuro membro dell’Esecutivo, da futuro ex-membro del Consiglio nazionale, da futuro ex-sindaco di Tresa ma soprattutto da presidente dell’Udc cantonale, ed è venuto fuori che a lui risulta che le cose siano state già decise, e che sarebbe difficile il rimettere in discussione quanto oggetto di analisi ormai cristallizzata, insomma ogni discorso sarebbe tardivo e fuori tema, o fuori tema e tardivo, fatti non più rimasticabili e tempi non più compatibili. Okay, capita l’antifona. Occhio del drone da Semione a Biasca, dove invece si erano dati appuntamento i leghisti, e perdiana se c’era gente, 350 puliti puliti ma fors’anche qualche decina in aggiunta tra quelli che sono arrivati dopo l’inizio e quelli che hanno fatto un giro e poi sono tornati; in tempo reale, a distanza di sei chilometri, la risposta di Daniele Piccaluga coordinatore leghista. Qualcuno si sarebbe aspettato parole ancora concilianti, ma via, vediamo di incontrarci, prima ci ascoltate sul merito e poi discutiamo della forma; ed invece al buio dichiarato ha fatto séguito un controbuio, posta alta per entrambe le parti e rilancio senza limiti di “fiche” nel piatto. Non ci state per le Cantonali? Ed allora noi non ci stiamo (più) per le Federali, dunque Lega dei Ticinesi con propria missione in nome di sé stessa, e di quel che voi farete nulla ci interessa per quanto ogni voto sia da ora in poi destinato a diventare oggetto di contesa.

Voce dal sen fuggita poi richiamar non vale, le cose dette sono cose dette. Sensazione: davanti i frontisti, ma dietro ci sono squadre di pompieri che provano a ridefinire, se non l’alleanza, almeno il campo. Prospettiva: far parlare soggetti terzi, calibri alti, suggeritori palesi e suggeritori occulti. A men che nell’Udc, sentendosi sulla cresta dell’onda, vogliano nutrirsi per appetito bulimico. Occhio alle sovrastime…