Secondo un noto principio, magari ci si può lamentare perché ad un auspicato ingresso in Champions’ league o ad un desiderato accesso all’EuropaLeague è stata opposta la mera qualificazione alla ConferenceLeague, ma nello stesso tempo s’ha da ricordare che nemmeno a quella sono giunte squadre come Basilea e Youngboys non volendosi dire dello Zurigo (salvatosi in pratica a due turni dalla fine), Grasshoppers Zurigo (che dovrà andare al “barrage” per la permanenza nella categoria) e Winterthur (retrocesso). Insomma: pur nell’insoddisfazione per qualche cosa che proprio non ha funzionato, pur nella perplessità per varie scelte in contesto societario, pur dovendosi lamentare un trattamento iniquo verso Mattia Bottani attaccante oggi all’ultima presenza in bianconero per mancato rinnovo del contratto (il che non è vietato: ma la cifra di un “club” è data anche dal saper parlare con chiarezza e per tempo), pur tutto questo ed altro ancora, il Lugano pedatorio ha chiuso oggi con un successo, ed ha chiuso al terzo posto nella stagione 2025-2026 della massima serie, ed ha chiuso con l’impronta del riequilibrio (19.a vittoria contro 19 risultati “imperfetti”, ma per altro verso 29 obiettivi centrati o in pieno o in parte contro nove sole sconfitte), ed ha chiuso ritirando il biglietto d’oro per una presenza in àmbito continentale. Non era dato, non era scontato, mesi addietro.
L’odierno 4-0 al Basilea, nell’ultimo appuntamento all’interno dello sgraziato ma fascinoso catino di Cornaredo così come l’abbiamo conosciuto e frequentato, è un sigillo apprezzabile ed apprezzato, tanto di più perché già prima dell’intervallo, sull’evidenza della doppietta di Kevin Behrens in entrambi i casi innescato da Ezgjan Alioski (10.o e 36.o), si era capito che non vi sarebbe stato di che preoccuparsi dell’eventuale colpo di coda del Sion inseguitore ed in quel momento sul pari (1-1) a Berna contro lo Youngboys; convincimento rafforzatosi e consolidatosi fra il 52.o ed il 56.o, a bersaglio Renato Steffen e Georgios Koutsias per il 4-0 che sarebbe rimasto stampato sul tabellone sino alla fine. Nel frattempo, per quanto la cosa risultasse ormai dallo scarso se non nullo interesse in casa bianconera, il Sion stava soccombendo e solo al 90.o avrebbe strappato un 3-3 invero poco consolatorio; la corsa al podio, del resto, si era effettivamente interrotta giovedì, ospiti in goal per il 2-2 finale di Sion-Lugano con Antonios Papadopoulos marcatore al 90.o. E di quel che stavano combinando San Gallo e Thun, poi lasciatisi sull’1-1, nulla importava se non nei termini del rimpianto per via della nota e “procurata” sconfitta interna ad opera dei biancoverdi, via, evitiamo di tirar fuori anche oggi la storiaccia ché Mattia Croci-Torti, allenatore e uomo di sport a tutto tondo, ancora non ha smaltito il fiele.
Due righe devonsi a Mattia Bottani, figlio di questa terra e da questa terra non diciamo ripudiato, non diciamo respinto, non diciamo espulso, ma accidenti, ancora non si comprendere quale logica sussista dietro a certe decisioni, per di più davanti ad un uomo che per la maglia ha dimostrato di essere disposto a sopportare tutto e di tutto: anche gli ultimi 40 minuti abbondanti della sua carriera in maglia Lugano ci hanno detto che l’attaccante, chi volesse farci un pensierino, sarebbe dannatamente utile a molte cause, ed ai piani alti del calcio giocato, Vedano lorsignori.
Le classifiche finali – Torneo per il titolo: Thun 75 punti; San Gallo 70; Lugano 67; Sion 63; Basilea 56; Youngboys 55. Torneo per la salvezza: Lucerna, Servette 53 punti; Losanna 42; Zurigo 38; Grasshoppers Zurigo 33; Winterthur 23.























































































