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Hockey Nl / Finale, Davos esaltato dal goal del Carneade: serie sul 2-2

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Celebravansi quivi mercoledì, all’incirca a quest’ora, le gesta e la figura del più che 40enne Julien Sprunger risolutore al secondo supplementare in nome del FriborgoGottéron; esaltansi invece stasera l’opra e l’ingegno d’un 23enne che in 107 partite di stagione regolare, a questo livello ed in questo sport e cioè la massima serie elvetica per quanto riguarda l’hockey, era riuscito a totalizzare due micragnose reti (nessuna nel campionato 2025-2026, tra l’altro) quand’invece nel “play-off” è già a quota due in 14 presenze correnti così come due erano state in pari percorso l’anno passato; gli è infatti che Julian Parrée, questa sorta di Ricky “Wild thing” Vaughn in uno storico film sul baseball, da Carneade aveva tentato di salvare il Davos in garauno delle finali per il titolo (49.55, goal del 2-3 in rimonta ed a distanza di soli 12 secondi dall’1-3 firmato da Yannick Frehner) ed oggi è riuscito a fare da sé l’impresa, minuto 4.48 per l’1-0 e l’1-0 sarebbe rimasto fisso sul tabellone sino all’ultima sirena, sicché la serie decisiva del “play-off” è a questo punto sul 2-2 e con due vittorie esterne dei grigionesi contro due vittorie esterne dei burgundi, per tre volte con scarto pari ad una rete e per una volta con margine di due. Sissignori, si riparte dai piedi della scala: tra domenica (a Davos), martedì (a Friborgo) ed eventualmente giovedì (di nuovo a Davos) la definizione della disfida, come se fossimo in un ciclo da ordinarissimo due su tre.

Da Julien a Julian, si dirà, il passo è breve e l’apofonia vien facile. Se Julian Parrée sia l’uomo cui a maggio sarà eretto un monumento – in vita – lungo la tavatiana Landwasser non sappiamo; certo che i suoi, usciti malconci per risultato e per botte prese dal precedente confronto, qualcosa gli devono in quest’occasione; in un collettivo onusto di crivellatori delle altrui gabbie (metti Matej Stransky al posto di un Mike Sgarbossa e di sicuro non ti trovi a stentare nel “play-in”. Sì, certo, ci risulta il fatto che Matej Stransky sta per andarsene dalla Svizzera), a spostare gli equilibri è stato un 23enne svizzero nato in Olanda e con doppia nazionalità, delle statistiche si è detto, in comune con il menzionato Matej Stransky l’aver albergato per qualche tempo nelle file del Mora in Svezia, massima esperienze quattro presenze in Nazionale rossocrociata “Under 18” (zero tracce lasciate) e 10 punti in una ventina di presenze nella cadetteria svedese. Epperò ha messo dentro un disco risolutivo su tre soli tiri dei suoi nei primi 20 minuti, mentr’invece il FriborgoGottéron scaricava colpi di obice a vario tonnellaggio (ragguaglio all’ultimo tè: 30 bordate contro 11) in rara parte sui legni e quasi sempre sullo scudo o nella pinza di Sandro Aeschlimann, “shut-out” conquistato con 36 parate in tutto. Niente 2-0 per carica di Tino Kessler su Reto Berra portiere, al 41.01, ma solo dopo contestazione dalla panca di casa (per inciso: possiamo trovare una definizione sintetica ed in italiano per ‘sto benedetto “coach’s challenge”? Sarebbe utile a tutti); finale con un paio di azzardi dei friborghesi grazie al sesto uomo di movimento, ma non era serata. Altro da dirsi non v’è: ad almeno altri 120 minuti, in materia di hockey nostrano, avremo modo di assistere.