A Gordola hanno truffato una persona anziana con il sistema delle telefonate-“choc”; a Tenero-Contra frazione Tenero, che per i non territoriali è come dire che si è passati dal bagno alla cucina di casa, sono stati intercettati, fermati e messi in manette. Di quanto siano canaglie costoro si sarà detto mille volte, di quanto questa genoria sia odiosa e repellente si fa richiamo nella circostanza: dell’episodio avvenuto l’altr’ieri nel Sopraceneri centrooccidentale e che nel Sopraceneri centrooccidentale si è concluso con il recupero dei beni ottenuti in modo ingannevole sono responsabili un 59enne cittadino della Repubblica ceca ed un 55enne parimenti cittadino della Repubblica ceca, etnia non rilevabile dalla nota di fonte ministero pubblico “in uno” con il portavoce della Polcantonale, ma recenti precedenti coincidenti per eventi ed elementi (ad esempio, il fatto che almeno uno dei tizi si sia spacciato per medico o almeno per persona operante in àmbito sanitario) conducono su una ben precisa pista. Determinante, ai fini delle rapide indagini condotte da agenti della Polcantonale con il supporto di colleghi della Polintercom del Piano e della Polcom Locarno, le comunicazioni intercorse tra alcuni familiari dell’anziano vittima della truffa e le forze dell’ordine. Sui due soggetti, tradotti poi in idonea struttura carceraria (prima ipotesi di reato: ripetuta truffa), gravano sospetti per altri raggiri tentati o messi a segno in Ticino. Dell’incarto è titolare il procuratore pubblico Zaccaria Akbas.



