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Sportivi e prostitute, l’inchiesta milanese arriva all’hockey. E qualcuno trema

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 9.53) A tre settimane effettive (23 giorni facendosi computo fresco) dall’apertura dei SuperMondiali tra Zurigo e Friborgo, sull’hockey si allunga l’ombra di uno scandalo destinato in qualche modo ad inquinare il clima dell’evento se non a condizionarlo: vari ancorché in numero al momento imprecisabile i discatori i cui nomi compaiono nell’inchiesta sui festini “all inclusive” organizzati per anni – Milano il perno delle attività, appendici a Mykonos nell’Egeo ed a Saint Barth in mari caribici nel caso di alcune attività collaterali – dai responsabili della “Ma.De. Milano eventi” con sede a Cinisello Balsamo, prima cintura della metropoli. Nel concetto di “all inclusive”, secondo prime evidenze di indagine, figuravano serata con cena, discoteca o altra tipologia di locale purché con accesso riservato ed eventuale dopocena con intrattenimento a luci rosse o, per meglio dirsi, con accompagnamento di prostitute in camera di albergo ad alto contingente di stelle; un “giro” in cui, con maggiore o con minore frequenza, erano state coinvolte cioè ingaggiate 80 e più operatrici sessuali, prestazioni remunerate per tramite dell’agenzia e con salasso (pare che una serata “rendesse” fra i 70 ed i 100 euro, un nulla rispetto al volume di affari generatosi con la vendita dei “pacchetti” da 3’000 e più euro il colpo. I “bonus” venivano invece da una percentuale sui tavoli, laddove cioè a più persone in gruppo fosse stata riservata un’area con servizio privilegiato e dedicato, forma largamente lucrativa anche per chi gestisca il singolo locale). Intuitivi i profili penali della questione.

Quattro le persone tratte in arresto, ovvero Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini (titolari della società), Luan Amilton Fraga Luz (collaboratore) ed Alessio Salamone (consulente); indagati altri due soggetti, di fatto un operatore collaterale ed una coordinatrice della logistica e dell’organizzazione nei rapporti con le professioniste; destinati al sequestro circa 1.2 milioni di euro; riscontrati bonifici da clienti per oltre 450’000 euro su un periodo relativamente breve; standosi a tracce di intercettazioni, nell’elenco delle persone che avrebbero usufruito dei servizi – s’intenda: possibile anzi probabile che alcuni si siano limitati a cena e divertimento tra musica e balli – compaiono le identità di almeno 70 calciatori di varie realtà sportive italiane di punta (Inter, Milan, Sassuolo, Iuventus, Verona tra le altre), di un pilota di Formula 1 e, per l’appunto, di alcuni discatori. Punto focale ed informazione a comprova, per quanto è dato il sapere, le parole di una tra le ragazze reclutate e che almeno un tavolo, in tempi recenti, aveva “fatto fare a quelli dell’hockey”. Tempi recenti: le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina d’Ampezzo, quando basi per la disputa del torneo furono il complesso polifunzionale “Santa Giulia” nell’omonimo quartiere di Milano, zona sud-est, ed il “Milano ice park” della contigua e comprovinciale Rho; pur non figurando alcun indagato (non si configura al momento un’effettiva ipotesi di reato: per quanto moralmente discutibile, il pagare per fare sesso non è sotto i rigori della legge), è da presumersi che tra i nomi per ora coperti da “omissis” nelle carte non manchino agonisti parimenti dal prossimo impegno ai SuperMondiali in landa svizzera. Interrogativo quale primo discrimine: alle Olimpiadi invernali erano presenti le selezioni di Canada, Repubblica ceca, Francia, Finlandia, Svezia, Slovacchia, Stati Uniti, Germania, Danimarca, Lettonia, Italia e Svizzera; logicamente non di molti è la conoscenza del territorio (e dei contatti possibili per il divertimento post-partita); fra i partecipanti a “quel” tavolo potrebbero pertanto risultare atleti con qualche non marginale notorietà alle nostre latitudini. Stiamo al “potrebbero”; e stiamo al “potrebbero” anche per quanto riguarda persone che sul ghiaccio direttamente non scendono ma che in quella specifica Nazionale o in quelle specifiche Nazionali hanno ruoli di responsabilità. Solo a riscontro: la dichiarazione (o l’intercettazione, o la registrazione: il “dossier” si nutre di fondamentali da inchiesta tradizionale, non escluse le testimonianze rese da una ex-dipendente della menzionata “Ma.De. Milano eventi”) circa il tavolo “fatto fare agli hockeysti” è pertinente ad una data specifica, lunedì 16 febbraio 2026; giorno di riposo per tutti, ma anche vigilia di Svizzera-Italia, confronto di “play-off” poi disputatosi al “Milano ice park” con successo (3-0) dei rossocrociati.

Non esattamente una situazione commendevole, fermo restando il fatto che il grosso della vicenda grava su calciatori professionisti militanti ai massimi livelli dei campionati italiani. Ma i fantasmi hanno un potere: si muovono e sorprendono. Meglio allora che gli interessati di qualunque sport hockey compreso, eventualmente a proprio scarico ed a propria tutela, parlino prima che a parlare per loro siano i magistrati inquirenti.