Fosse stato per quel popoino di hascisc, 15 grammi dichiarabili come detenzione per mero uso personale, ci sarebbe scappata la solita ammonizione con nome e cognome nella lista degli assuntori abituali, et similia. Gli è che il tizio fermato attorno alle ore 11.00 di sabato in via Carloni a Como tale droga aveva con sé probabilmente per finalità di spaccio, come risulterà poi dalla denuncia scattata a suo carico. Denuncia non immotivata: al netto dell’ostilità mostrata dal soggetto all’arrivo degli agenti della Polizia di Stato in pattugliamento, ed al netto dell’essere le sostanze stupefacenti occultate negli indumenti, l’uomo è risultato densamente onusto di appuntamenti con le forze dell’ordine: precedenti di polizia per oltraggio a pubblico ufficiale, danneggiamento e ricettazione; precedenti penali per atti persecutori, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, rapina e – toh – spaccio di droga. Inoltre, sempre per il reato di spaccio, obbligo di firma conseguente ad arresto; in ultimo ma non per ultimo, un ordine di rintracciamento disposto da Reggio Emilia (Divisione Polizia anticrimine) ed un ordine di rintracciamento disposto da Pagani in provincia di Salerno (per non peccare di iniquità nel rapporto tumultuoso con le autorità, il tizio si era posto qui nel mirino dell’Arma dei Carabinieri). Informativa finale: 34 anni l’età, nordafricano sedicente originario del Marocco, clandestino su suolo italiano, privo di fissa dimora. Prospettiva? Per lui, né positiva né comoda.


















































































