Home CRONACA Sparatoria di Massagno, mistero risolto: arrestato in Italia un 24enne

Sparatoria di Massagno, mistero risolto: arrestato in Italia un 24enne

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All’origine di tutto, un affare non riuscito ed un capitale messo a disposizione e non tornato al proprietario. Dall’Altomilanese giunge la chiusura del cerchio nel caso della sparatoria notturna occorsa nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 settembre tra via Nosedo e via Lisino a Massagno, quartiere Bomborozzo: un 24enne è stato infatti messo ieri in manette ad Inveruno (zona dell’Altomilanese al centro del triangolo Novara-Busto Arsizio-Milano) in quanto responsabile del ferimento del 33enne che era stato raggiunto da un proiettile al braccio destro e che per tale motivo aveva dovuto far ricorso alle cure dei sanitari, tra l’altro scoprendo solo a quel punto di averla scampata per una questione di centimetri. L’arresto, su mandato internazionale di cattura articolato su più punti (dall’infrazione alla Legge federale sulle armi alle lesioni al tentato omicidio intenzionale) e firmato dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri, ha avuto luogo per mano di effettivi dell’Arma dei Carabinieri della compagnia di Legnano (Milano), direttamente al domicilio del 24enne che poi è stato tradotto in carcere nell’attesa dell’udienza in sede giudiziaria; prevedibili anche tempi brevi per l’estradizione dall’Italia alla Svizzera.

Che cosa sia accaduto, a questo punto, è ragionevolmente chiaro: il 24enne avrebbe fatto affidamento sul 33enne, consegnando a lui una somma (diciamo sull’equivalente di 40’000 franchi al tempo del conferimento e di 35’000 franchi ai giorni nostri) sulla promessa di partecipazione ad un progetto finanziario ovviamente sicuro e dall’alta redditività, e figurarsi, con ogni garanzia verbale sul trovarsi in una botte di ferro quanto a validità dell’investimento. Botte di ferro sì, ma simile a quella in cui, secondo leggenda ma non storia, fu rinchiuso il console romano Marco Attilio Regolo ai tempi delle guerre dell’Urbe con Cartagine; insomma, spuntoni pericolosi e letali all’interno. Al che il 24enne, per quel che è dato sapere, avrebbe dapprima chiesto spiegazioni sull’evolversi della situazione e, in presenza di spiegazioni non convincenti e/o fumose o di non-spiegazioni “tout court”, preteso che gli venisse restituito il denaro. Ma sapete bene: quando si tratta di andare a bussare a denari, tutti pronti a giurare sulla madre; quando si tratta di dar séguito alle promesse e di rispettare i contratti, o si mena il can per l’aia o ci si nega al telefono o si sparisce e basta.

E più o meno così sarebbe andata sull’asse tra Inveruno e Massagno, sino alla sera del “chiarimento” conclusosi nel sangue; assicuratasi la disponibilità di una pistola (non risulta tra l’altro che l’arma sia stata trovata), il 24enne avrebbe congegnato un piano arzigogolatissimo per arrivare a Massagno e, in qualche modo, per ottenere soddisfazione. Cioè: auto non propria ma ottenuta in prestito dalla fidanzata; ingresso da un valico secondario, forse addirittura quello che dalla Valle d’Intelvi dà su Arogno a discendere sulla Val Mara; arrivo all’appuntamento nella zona di Massagno, discussione degenerata nel senso che ciascuno sarebbe rimasto sulle sue posizioni, pistola che improvvisamente compare nella mano destra del giovane, colpo esploso da distanza ravvicinata (forse dal finestrino dell’auto, forse da posizione all’impiedi in prossimità del veicolo), fuga. Il rientro precipitoso in Italia da un punto di valico a Chiasso. La posizione della fidanzata del 24enne è al vaglio degli inquirenti, al pari di quella di una terza persona che sarebbe stata testimone della fase “acuta” della discussione e, forse, della sparatoria. L’abitazione del 24enne è stata nel frattempo perquisita.

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