Home ESTERI Riccione (Italia), segregava gli anziani in un “Lager”: arrestata

Riccione (Italia), segregava gli anziani in un “Lager”: arrestata

Una 46enne italiana titolare anche di passaporto svizzero – all’anagrafe Fatima Sebastianelli, nata a Richterswil nel Canton Zurigo, residente formalmente a Senigallia (Ancona) ma con domicilio effettivo a Riccione (Rimini) – è stata tratta in arresto nella serata di venerdì 31 luglio e posta ai domiciliari con varie accuse tra cui maltrattamenti, circonvenzione di incapace ed estorsione ai danni di più anziani. Un primo intervento dei Carabinieri della stazione di Riccione aveva avuto luogo già a febbraio, quando due delle vittime di Fatima Sebastianelli – un 80enne ed una 83enne – erano state prelevate e trasferite in strutture idonee; ora la definizione del caso con l’arresto; in corso di valutazione le disponibilità finanziarie acquisite dalla donna. Dall’inchiesta, svolta sotto coordinamento del sostituto procuratore Davide Ercolani, sono emersi sia la strategia criminale (avvicinamento a persone in difficoltà, conquista della loro fiducia, manifestazione della disponibilità ad accudirle, infine controllo sulla loro vita e sulle loro sostanze) adottata dalla 46enne sia la condizione di degrado in cui più anziani sono stati tenuti in un appartamento-“Lager” (muffa, lenzuola sporche, niente acqua calda, niente gas, ed ovviamente preclusa ogni facoltà di contatto con l’esterno) con la collaborazione o almeno con l’acquiescenza di almeno due salariate a lei sottoposte.

Ad uno degli “ospiti”, disabile, ora 60enne, da qualche mese sfuggito alle sue grinfie per intuizione avuta da alcuni familiari, Fatima Sebastianelli avrebbe sottratto oltre 100’000 euro; di un altro, l’80enne, non vedente dalla nascita ma figura noto anche per attività ad alto livello istituzionale, nell’arco di un lustro la donna sarebbe riuscita ad appropriarsi almeno 150’000 euro più beni vari tra cui quadri e libri preziosi, questi ultimi addirittura prelevati in altro domicilio dell’uomo cui veniva consentito di uscire da casa, e sotto stretta sorveglianza, per il solo ritiro della pensione da riversarsi immediatamente nelle tasche della sfruttatrice. Infine, identico trattamento da prigioniera era stato riservato ad una terza persona, 83 anni, affetta da demenza senile, madre della stessa Fatima Sebastianelli.