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Milano, tram deraglia e si schianta su un palazzo: due morti, 54 feriti

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, LUNEDÍ 2 MARZO, ORE 15.55) Due vittime e 54 feriti, a rigore di ultimo accertamento e considerate cioè anche le persone che si sono presentate in varie strutture nosocomiali denunciando lesioni e traumi minori, nell’incidente occorso attorno alle ore 16.15 di venerdì 27 febbraio in viale Vittorio Veneto a Milano, dove il tram numero 7077 in servizio sotto le insegne dell’“Azienda trasporti milanesi-Atm” (circolare a copertura del tragitto da piazza Della Repubblica a Porta Genova, linea numero nove) si è schiantato contro un palazzo, sull’ingresso di un negozio, dopo essere deragliato dai binari. Sull’evidenza di alcune immagini (un breve filmato è presente sulla pagina “Facebook” del “Giornale del Ticino”: https://www.facebook.com/reel/2990492194475890), prima dell’impatto il vettore – un “Tramlink” uscito dagli stabilimenti della “Stadler” a Valencia, Spagna; prodotto di eccellenza, utilizzo bidirezionale, 66 posti, tre corpi, lunghezza 25 metri – si è sollevato una prima volta sulla destra ed una seconda volta sulla sinistra, urtando il tronco di un albero ed arrestandosi infine a ridosso delle vetrine di un negozio, con schianto udito a distanza di centinaia di metri.

La prima vittima identificata è Ferdinando Favia, 59 anni, cittadino italiano residente a Vigevano (Pavia), titolare di un’azienda operante nel marketing; l’uomo viaggiava come passeggero ed è deceduto dopo essere stato sbalzato all’esterno della carrozza in cui si trovava con la fidanzata, quest’ultima ricoverata sotto codice rosso e tuttora in gravi condizioni. Al Pronto soccorso di una struttura nosocomiale della metropoli è deceduto invece un adulto, sicuramente originario del Continente africano, identità ora accertata nella persona di Johnson Lucky Okon, età ignota; il soggetto era stato in un primo tempo identificato come Abdou Karim Touré, 56 anni, cittadino senegalese, che per contro risulta essere ricoverato ed in gravi condizioni; poche le informazioni disponibili se non l’evidenza del trattarsi di un altro passeggero del mezzo (e non di un pedone, come era parso in prima battuta); il soggetto era cosciente al momento della prima assistenza medica che gli era stata prestata dal personale sanitario di un’autoambulanza in casuale stazionamento a breve distanza dal luogo dell’incidente; all’arrivo in ospedale, tuttavia, la constatazione dell’avvenuto decesso.

Tra i feriti constano anche sei persone trattate in codice giallo (tre in condizioni piuttosto serie); gli altri hanno riportato traumi dalla gravità da modesta a media. Impegnati sul campo dell’incidente soccorritori sanitari e tecnici, dagli equipaggi dei servizi di autoambulanza a squadre dei Vigili del fuoco, con l’appoggio di agenti della Polizia di Stato, della Polizia locale e dei Carabinieri. Il tramviere, circa 60 anni, da una vita in azienda, è descritto come ottimo conoscitore della linea numero nove su cui da soli otto giorni il mezzo era operativo – ma vettori dello stesso tipo circolano da mesi lungo altri due tracciati – nel quadro dell’ammodernamento della dotazione Atm; l’incidente ha avuto luogo, o almeno così consta dalle dichiarazioni del manovratore stesso, non per un problema tecnico ma a causa di un malore accusato dall’uomo, che ha ammesso di aver saltato una fermata e di non aver azionato lo scambio (dal che lo scarto del tram medesimo su un lato, per mancato ingresso sulla traccia pertinente ad un’altra linea). Errore umano, dunque. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta.