Non c’è pace, dalle parti del “Parco Ciani” di Lugano, per la statua-icona in dedica a Satoshi Nakamoto, identità leggendaria – non più tardi di due settimane or sono è stata pubblicata sul “New York times” un’identificazione nella persona del programmatore e crittografo britannico Adam Back – cui è attribuita l’invenzione del bitcoin: di nuovo in azione soggetti con attitudini vandalistiche e che infatti hanno causato danni all’installazione, presumibilmente agendo nottetempo, forse tra venerdì e ieri o più probabilmente tra ieri ed oggi. L’“aggressione” all’opera realizzata dall’artista italiana Valentina Picozzi è stata denunciata questa sera da Lorenzo Quadri, consigliere nazionale e municipale di Lugano, con il corredo iconografico dal quale risulta chiaro l’effetto dell’azione devastatrice; nessuna indicazione utile, al momento, circa l’autore o gli autori del gesto.
Come si ricorderà, nell’ottobre 2024 l’opera era stata collocata al “Parco Ciani” e poi “assegnata” alla zona della foce del Cassarate, salvo essere bersaglio di mani ineducate e cervelli andati a male attorno alle ore 2.00 di sabato 2 agosto 2025; in opinione comune, sulle prime, prese corpo l’ipotesi del furto, ma nel volgere di 36 ore la statua fu individuata nelle acque del Ceresio e da lì recuperata; con il conforto di circa 1’300 firme su apposita petizione fu richiesta ed infine ottenuta la nuova posa in area centrale del “Parco Ciani”, dopo rigenerazione dei materiali lesionati a cura della stessa artista che si era fatta carico della prima opera. Ed alla quale, probabilmente, le autorità cittadine si rivolgeranno di nuovo per chiedere uno sforzo supplementare in funzione del ripristino dell’icona…



