Home CRONACA Italiano, quo vadis? / Nossignori, «sporadico» e «solidale» fanno a pugni

Italiano, quo vadis? / Nossignori, «sporadico» e «solidale» fanno a pugni

C’erano una volta i bambini che usavano parole al contrario e dicevano che era lingua francese; con un tedesco “riadattato” lì per lì (“Water kagen zurgen zagen”, direzione del maestro Erdam che si spiega da sé, in luogo del bachiano “Weinen, klagen, sorgen, zagen”) venne prodotta una fra le beffe giornalistiche più brillanti nella storia italiana. E tirano ad indovinare sulle lingue, o proprio non ci sanno fare pur disponendo di un “partner” editoriale di primo piano proprio in Ticino, quelli del concorso “Villaggio svizzero del 2020”: dopo aver infilato la perla della parola “villagio” (con una sola “g”; se ne parlò qui qualche tempo fa) addirittura nel titolo del concorso, ecco ora comparire su “Facebook” una campagna sponsorizzata e nel cui testo gli aggettivi vengono sparacchiati senza riguardo alcuno al loro significato. Un esempio: in luogo di “solidale” – il premio andrà infatti al borgo in cui meglio sarebbero stati espressi alcuni progetti durante la fase acuta da pandemia covidiana – ecco comparire in alcune inserzioni uno “sporadico” che tra l’altro, così collocato nel contesto, sembra voler dire che a vincere sarà chi abbia fatto le cose un tanto il chilo, ed in modo disorganizzato, e guardandosi bene dall’agire con raziocinio. Errore dovuto agli algoritmi, alle tecnologie, ai controllori che non controllano, all’affidarsi ad un sistema che ti garantisce traduzioni automatiche affidabili quand’invece esse non lo sono? In ogni caso, soldi buttati in spazi pubblicitari. E appunto, e a margine: a che si deve tutto ‘sto investimento, quale è la “ratio”, qual è il messaggio effettivo?