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Hockey Nl / Tempeste luganesi, stracciato il biennale di Connor Carrick

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Connor Carrick, 32 anni compiuti da due settimane, un oro ed un argento mondiali con le Nazionali giovanili Usa, è da stamane un “ex” dell’Hockey club Lugano. Insufficienti per garantirgli la permanenza in bianconero i 10 goal ed i 13 assist in 49 partite della stagione regolare in National league con “plus-minus” ad 11 tacche sopra la linea, ed ancora i quattro assist in quattro presenze nel prosieguo e con altro “più uno”; il che, per un agonista di ruolo difensore, malissimo non è. Ma, e a capo.

Non è che vi stiano ingannando, quando al Lugano o all’Ambrì vi raccontano di aver messo sotto contratto pluriennale il difensore Tale o l’attaccante Talaltro: l’accordo in effetti c’è, ma chi lo stia rendendo pubblico agisce su una leva del “marketing” cioè propone come valore aggiunto la futura presenza diuturna del soggetto di cui trattasi. I motivi: per dare ad intendere che l’opera di convincimento è stata tutt’altro che semplice; per suggerire al tifoso che quel particolare atleta, nell’apporre la firma, sta compiendo una scelta di vita e sta giurando fedeltà ad una causa e magari anche che egli ha intenzione di mettere radici; per offrire una sensazione di solidità del “progetto” (sono tutti progettuali, i direttori generali delle società sportive); per dare un senso al proprio ruolo, in ultimo. Poi accade che il contratto pluriennale sia interrotto unilateralmente, risolto, chiuso, portato a termine; come nel caso di Connor Carrick, cui di sicuro sarà o sarà già stata corrisposta una significativa buonuscita in ragione dell’essere il suo accordo effettivamente un biennale, e sottoscritto nel 2025, dunque con durata sino a tutto aprile 2027. Formalmente, nella nota-stampa diffusa, il contratto risulta essere stato “sciolto anticipatamente” e “di comune accordo”; alquanto improbabile una volontà del giocatore di andarsene, anche per via della qualità finanziaria – leggasi: entità della pecunia – di quanto a suo tempo sottoscritto. A suo tempo, cioè meno d’un anno fa…

Circa l’essere Connor Carrick sullo svincolo in uscita, per la verità, qualche ipotesi si era formata già nelle scorse settimane in forza di notizie collaterali. La prima: confermato – anzi, con estensione sino alla fine del campionato 2027-2028… – Carl Dahlström, che all’allenatore Tomas Mitell piace (ed è un suo parere) e che dall’allenatore Tomas Mitell era stato rivitalizzato (e questa è realtà incontestabile; quanto al reale impatto, mai visto; quanto al contributo tangibile, un goal e nove assist in 45 incontri di prima fase, zero via zero nei quattro impegni di seconda fase). La seconda: insistenti le voci circa l’arrivo del difensore finlandese Lassi Thomson, 25 anni, una scelta da primo giro in “draft” Nhl nel 2019, pompatissimo dagli agenti e da parte della stampa che con gli agenti ha rapporti a doppio filo ma sino ad ora irrealizzato al massimo livello e penalizzato in Ahl (il meglio di quel che si sia visto, in effetti, riguarda l’annata 2024-2025 in Svezia, ai Malmö Redhawks). Sommati i due ragionamenti, e sempre che Lassi Thomson non trovi nel frattempo una via utile per restare nell’orbita degli Ottawa Senators perché da quelle parti dovranno rimettere mano a parecchie cose, e considerata anche la volontà di far praticare alla squadra un gioco “più offensivo” (per quel che l’espressione può valere: ma vale sempre il principio secondo cui all’attacco spetta il compito di far vendere i biglietti, mentre sulla difesa sta il carico di vincere le partite…), il destino di Connor Carrick difensore era insomma segnato. Là davanti, nel frattempo, al già ingaggiato Jere Innala si aggiungerà probabilmente Olle Lycksell; il quale, in comune con Lassi Thomson, ha la provenienza fresca dagli Ottawa Senators e dai Belleville Senators, Nhl e Ahl, con numeri non entusiasmanti.

Sono scelte, certo. Al momento, per obiettivi da “play-in”.