Era tornato in onda alla fine di gennaio, dopo lunga pausa; un po’ segnato, ma sempre con spirito combattivo e sempre con l’attitudine “vecchia scuola” a declinare senza affettazione le conoscenze e le competenze musicali. Ben più che un “deejay”, ben più che un radiofonico era Alberto Davoli da Gavirate (Varese), tra i pionieri dell’emittenza privata in modulazione di frequenza, venuto a mancare nelle scorse ore all’età di 60 anni e 10 mesi, tre settimane or sono l’ultima diretta; “Radio Monte Carlo” e “R101” tra le emittenti dalla primaria notorietà, anche con ruoli da inviato in sedi istituzionali ed in contesti culturalmente notevoli (l’“UmbriaJazz”, ad esempio); mai dimenticati, da lui, i primi passi dai 100.300 MHz di “Radio Venere 80” a Varese (anno 1982) alla poderosa “ReteOtto” costituitasi dalla fusione tra “Radio sound music” e “Radio SuperVarese” e che nello stesso capoluogo, sotto il coordinamento di Gabriele Punzo, era caposaldo di una “syndication” nazionale dalla Liguria alla Venezia-Giulia e dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia; di “ReteOtto” lo stesso Alberto Davoli fu voce e poi coordinatore artistico. Vari i suoi programmi “a quattro mani” con giornalisti quali Guglielmo Zucconi, Gianni Locatelli e Massimo Soncini.

















































































