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Calcio / Mondiali: il Vargas “giusto” è rossocrociato, ai quarti di finale si va

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Rigori, tre su cinque segnati dai colombiani, tre su quattro segnati dagli avversari; “match-point” dal dischetto, un Vargas che si chiama Ruben Estephan attaccante contro un Vargas che si chiama Camillo Andrés portiere; battuta secca, risolutiva, goal. La Rossocrociazia vince, 4-3 nello “shoot-out” con i sudamericani opo lo 0-0 dei regolamentari e dei supplementari ed è ai quarti di finale – primo accesso dopo 72 anni – dei Mondiali di calcio Usa-Canada-Messico, prossima avversaria l’Argentina prodigiosamente qualificatasi, sempre oggi, con il 3-2 in rimonta sull’Egitto quand’era sullo 0-2 ad 11 minuti dal 90.o. Sabato 11 luglio il nuovo appuntamento con la Storia, non più nella canadese Vancouver che per tre volte ha detto bene agli uomini di Murat Yakin (2-1 sul Canada nell’ultimo turno del gruppo “B”, 2-0 sull’Algeria nei 16.i di finale, 4-3 per l’appunto stasera ai rigori sulla Colombia negli ottavi) ma a Kansas City, Missouri, essendosi raccolti in lande statunitensi un pareggio (1-1 con il Qatar) ed una vittoria (4-1 sulla BosniaErzegovina) durante la prima fase, rispettivamente a Santa Clara ed a Los Angeles.

Nel confronto a palla in movimento, Rossocrociazia priva di Johan Manzambi per infortunio e con Ruben Vargas, parimenti dato per arruolabile ma con dubbi sulla tenuta fisica, prudenzialmente a riposo sino al 91.o; possesso-palla equamente distribuito (53 contro 47 per cento), effettive occasioni quattro contro sei, sul bersaglio due tiri contro tre; drammaticamente pericolosa, la Colombia, nei supplementari, mira sbiellata in due circostanze, sul resto gli arti salvifici di Gregor Kobel che da estremo difensore fa sempre uso di quel che gli passa nel repertorio tecnico, nel caso di specie compresa una deviazione in “bagher” pallavolistico. Uomo-tutto, una volta ancora, Nico Elvedi formalmente difensore centrale ma in realtà onnipresente sulla sua trequarti; forse da Fabian Rieder la miglior prova là davanti, rilevandosi invece il funzionamento a sprazzi di Dan Ndoye e la preoccupante involuzione di Breel Embolo non a caso surrogato da Cedric Jan Itten all’87.o; instancabile, sino a quando si è dovuto arrendere (71.o) alla somma di calci presi e di chilometri percorsi, il solito Ricardo Rodriguez, ed in infermeria dovranno ingegnarsi ben bene per restituire il giocatore al pieno e diuturno utilizzo, consideratasi la prestazione modesta offerta da Miro Muheim suo subentrante. Al momento della verità: Juan Fernando Quintero, Colombia, goal, 0-1; Granit Xhaka, Rossocrociazia, goal, 1-1; Davinson Sánchez, Colombia, traversa, 1-1; Zeki Amdouni, Rossocrociazia, goal, 2-1; Jaminton Campaz, Colombia, goal, 2-2; Manuel Akanji, Rossocrociazia, errore, 2-2; Cucho Hernández, Colombia, parato, 2-2; Cedric Itten, Rossocrociazia, goal, 3-2; Luis Díaz, Colombia, goal, 3-3; Ruben Estephan Vargas, Rossocrociazia, 4-3.