Annunciato ieri anche sul “Giornale del Ticino” il ritorno all’ordinario esercizio ferroviario transfrontaliero, segnatamente per la tratta Mendrisio-Stabio-Varese-Malpensa ed in via collaterale sul parzialmente congruente asse Porto Ceresio-Varese-Gallarate ed oltre, ad avvenuta conclusione del potenziamento dell’infrastruttura in territorio lombardo e cioè a conclusione di un cantiere della durata di quattro settimane ed in forza del quale vari e significativi erano stati i disagi per l’utenza. Perfetto: tutto nei tempi, tutto in ordine, da stamane servizio secondo tabellone orario e su piena rotaia. Nemmeno il tempo di aprire le pagine InterNet di Ffs e “Trenord”, e la sorpresa: guasto sulla linea tra Varese e Gallarate, ergo soppressioni (quelle che nelle funzionalità del burocratese sono definite come “modifiche al servizio”, tsé) e ritardi sino ai 20, ai 30, in alcuni casi ai 40 minuti. Ci dicono dalla regìa che, per solito, prima di dire “Okay” si procedere ad una verifica e ad una verifica della verifica; ma in regìa sono tipi strani, e del resto lì pensano che la sigla “Tilo” stia ad indicare “Treni incerti legalmente ostentati”.























































































