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Maranzismo criminale a Monteceneri: distributore rapinato, cinque arresti

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Non una Bobigny nella “banlieue” di Parigi, non una Secondigliano a Napoli o una Corvetto a Milano, non una Molenbeek in Belgio; Monteceneri frazione Bironico, signore e signori, Monteceneri come luogo di una rapina dai toni maranzistici e che ci racconta anche di una preoccupante “new wave” del crimine. A Monteceneri frazione Bironico, iersera e meglio alle ore 19.35 circa, l’assalto banditesco del malvivente solitario – occhio però agli sviluppi, e si anticipa: arrestato il tizio ed arrestati i complici – che ha preso di mira una stazione di servizio lungo via Cantonale, è entrato nel punto-vendita annesso alle pompe di carburante, ha estratto una pistola e, tenendo sotto minaccia l’addetta al bancone ed alcuni clienti, si è fatto consegnare quanto disponibile per contanti in cassa; a seguire, esfiltrazione a bordo di uno “scooter” su cui si trovava un complice in attesa, direzione Lamone. I due soggetti sono stati intercettati e fermati nella serata stessa su azione concentrica e cogente di agenti della Polcantonale, della Polcom Lugano, della Polintercom Ceresio-sud oltre che di operatori dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini; trattasi, come indicano ora fonti del ministero pubblico d’intesa con i portavoce della Polcantonale e della magistratura dei minorenni, di un 19enne cittadino svizzero di origine non precisata e con domicilio nel Luganese e di un 18enne cittadino italiano, anch’egli abitante nella regione. Non solo: nel volgere di poche ore, sugli sviluppi dell’indagine, in arresto sono stati tratti tre 17enni ovvero un italiano, un eritreo ed uno svizzero di origine egualmente non precisata, tutti domiciliati nel Luganese.

Non vi è notizia circa l’eventuale recupero del bottino. Dell’inchiesta sono incaricati il magistrato dei minorenni ed il procuratore pubblico Luca Losa. In corso gli accertamenti funzionali all’individuazione dei singoli gradi di responsabilità nelle attività criminose, al riscontro della “strutturazione” del gruppo in banda ed all’eventuale coinvolgimento dei cinque soggetti, o di alcuni di essi, in altri reati della medesima natura; non certo ma probabile il “fil rouge” a collegamento con altri colpi, in particolare quello messo a segno in una stazione di servizio, domenica 28 giugno, a Cadempino (https://ilgiornaledelticino.ch/pistola-alla-mano-rapina-leuroservice-di-cadempino-manette-in-vista).