Al lettore ed al cronista poco cambia, se non per con riferimento alla minima esigenza descrittiva, se trattasi d’un bianco o d’un giallo o d’un nero o d’un blu per carnagione; assai di più interessa il constatare che un denominatore comune evvi per codesta genoria, ché nel volgere di un paio di settimane transitarono dall’atto compiuto alle manette quattro soggetti dell’Est europeo, non casualmente su suolo cantonale, non casualmente operanti nel ramo truffe ai danni degli anziani con il sistema delle telefonate-“choc” plurime volte descritte, non casualmente adulti dell’età in cui criminali non ci s’improvvisa. Terzo episodio quello riferito oggi dal portavoce del ministero pubblico “in uno” con fonti della Polcantonale: dopo un uomo di passaporto ceco (caso primo) e due uomini di passaporto ceco (caso secondo), ecco una donna di passaporto polacco, a disonore dunque d’una nazione cui l’Europa è tributaria per cultura, fede e reiterate prove di coraggio. In territorio comunale di Maggia, frazione non indicata, il colpo messo “quasi” a segno da un soggetto 44enne d’incerto sesso – nella nota-stampa figura il riferimento ad un “uomo” descritto tuttavia come “autrice” e come “familiare incarcerata” – ed invece dalla sicura cittadinanza polacca così come in Polonia risulta essere la residenza, benché con buona probabilità sia da riscontrarsi la dimora in luogo non distante, e magari in un campo da qualche parte del Milanese o del Torinese.
Ieri l’opera predatoria, stroncata al momento del ritiro di denaro e gioielli trovandosi cioè specialisti dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini ed agenti di Polcantonale, Polcom Ascona e Polcom Locarno in rapida, puntuale, tempestiva e fiera convergenza sul posto, e si sa che la ValleMaggia è una sorta di ridotto alpino sicché il tagliar la corda in direzione sud è impresa impossibile a men che ci si lanci con un deltaplano a motore o che si disponga d’un elicottero. La si mette sulla falsariga del sorriso, certo, solo a felice esito dell’azione di contrasto al crimine; vi è in realtà da immaginarsi che l’anziano scelto come bersaglio dal truffatore o dalla truffatrice abbia vissuto qualche minuto sotto “stress” ed ansia, danno che nessuna condanna del reo potrà risarcire. Il o la 44enne aveva puntato sui quattrini, chiaro, dichiarando essere necessaria ed urgente la cauzione per evitare il carcere dopo grave incidente stradale, e pertanto siamo in presenza del “crossover” fra truffa da telefonata-“choc” e truffa del falso nipote. Nessuna distinzione hanno fatto le manette; da verificarsi inoltre l’eventuale coinvolgimento della persona arrestata in altri raggiri tentati o riusciti. Dell’inchiesta è titolare la procuratrice pubblica Chiara Buzzi.



