Home CULTURA Del come Chiasso divenne elvetica, conferenza-evento con Marino Viganò

Del come Chiasso divenne elvetica, conferenza-evento con Marino Viganò

Mezzo millennio di “elveticità”, conquistata o sotto conquista che sia, meritano uno sguardo particolare almeno a Chiasso, nel cui territorio comunale – e parliamo del colle di Pedrinate – sta anche il punto più a sud dell’intera Svizzera. Su questo tema ossia sull’ingresso del borgo nella “dimensione” della già Lega elvetica, per iniziativa assunta in seno al “Centro culturale Chiasso”, una conferenza pubblica in calendario per martedì 14 dicembre, inizio ore 20.30, nel “foyer” del “Cinema-teatro Chiasso” (via Dante Alighieri 3b); quale relatore è stato chiamato Marino Viganò, storico, direttore della “Fondazione Trivulzio” in Milano. Punto focale l’anno 1521, che è spartiacque a conclusione di un processo durato oltre 80 anni ma giunto a rapidissima maturazione sulla concidenza tra mire elvetiche verso meridione e crescente fragilità del Ducato di Milano nell’esercizio delle sue prerogative a settentrione.

La questione, ridotta all’osso, si rivela di semplice trattamento. Per quanto una definizione organicamente riepilogativa dei confini tra Lombardia e territori a nord (interlocutori i rappresentanti delle Prefetture di Mendrisio, Lugano e Locarno) si sia avuta solo al tempo del “Trattato di Varese”, anno 1752, e per quanto siano durate decenni le vertenze tra campionesi ed arognesi, e per quanto alcune correzioni significative (si pensi alla cessione della Casaccia e della Costa di san Martino fra Melide e Lugano, già pertinenti a Campione d’Italia) siano state apportate solo nella seconda metà dell’800, sul nostro versante l’impalcatura generale della frontiera sud dell’odierna Confederazione elvetica gode in realtà d’una storia semimillenaria: nel volgere di una generazione, tra il 1480 ed il 1514, difatti, sotto controllo dei Cantoni d’Oltralpe erano passati Leventina (1480), Riviera (1499), Bellinzona (1503), Blenio (1503), e quasi in blocco unico (1512) il fronte dall’Ossola alla Maggia al Locarnese ed al Luganese; del 1513 l’ingresso nel Mendrisiotto e sul limitare di Brissago, più tutto il Luinese (per mano di effettivi dai soli Cantoni di Zugo, Uri, Nidwaldo e Lucerna) e tutta la Valtravaglia; nel 1514 in via ufficiale, ma più probabilmente già dall’anno precedente, il punto di massima espansione con l’approdo in Valcuvia e sin almeno in vista dei contrafforti di Orino. Sulla direttrice a scendere da Luino vi era poi stata altra determinazione ad agire ed a resistere; non così per il baliaggio di Mendrisio, sottopostosi cioè sottomesso a 12 dei 13 Cantoni della Lega elvetica ed in ratifica ultima nel 1521, quando a Milano l’autorità di governo andò di bel nuovo a carte e 48. Un’inclusione cui non sarebbe seguita modifica di valore reale, cioè al netto di qualche rettifica.

Nel corso della conferenza, inoltre, saranno presentati materiali iconografici pertinenti all’intero periodo pre- e post-adesione. In immagine, una porzione della mappa topografica del “Mediolanensis ducatus”, su cartoni disegnati tra il 1580 ed il 1582 da Carlo Pellegrino “Egnazio” Danti.

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