Home CRONACA Dà fuoco al “radar” per… cancellare la multa: fermato con il complice

Dà fuoco al “radar” per… cancellare la multa: fermato con il complice

Candidati a medaglia coppa trofeo, nel mondo dell’idiocrazia, i due giovani fermati nelle scorse ore per ipotesi di reato configurabili dalle parti dell’incendio intenzionale e del danneggiamento aggravato. Che ebbero luogo in grave lesione non già di un immobile o di una vettura, come avviene nella stragrande maggioranza dei casi, ma essendo bersaglio un… apparecchio-“radar”, e per di più lungo un tratto della A2 in prossimità di Lugano, dirimpetto a Pazzallo: nel senso proprio che almeno uno dei due e non una terza persona era in auto, quel venerdì 8 marzo 2019 e da ciò deducesi che le indagini si sono protratte per oltre un anno, e transitò a forte velocità davanti al rilevatore di tipologia semistazionaria, guadagnandosi una fotografia con tanto di “flash”, e pensò a quel punto che una patente sarebbe volata via per qualche tempo e che ci sarebbe stato anche il problemuccio pecuniario, e dunque era il caso di trovare una scorciatoia per risolvere il problema senza conseguenze, no? No, avrebbe risposto a muso duro una persona dotata delle facoltà sensoriali almeno proprie di un’entità biologicamente minima; no, non farti nemmeno venire una pensata del genere, è cosa talmente scema da non meritare d’esser partorita, e men che meno d’esser presa in considerazione.

Quanto ad intuizioni, però, c’è sempre quello che pensa di poter mettere in fila Nash Einstein Tesla Newton Faraday e financo Archimede, gentucola che – converrrete – in fondo in fondo era di poco conto e priva di fantasia. Ricostruiamo sulla traccia più probabile: entrambi a bordo della vettura, al volante un 22enne svizzero di origini non precisate e con domicilio nel Luganese, di fianco un 20enne brasiliano con residenza in Italia; passaggio come descritto, eccesso di velocità rilevato, frenata, parcheggio del veicolo, ritorno sul posto dell’infrazione; e qui il colpo magistralmente stupido, perché il 20enne avrebbe fatto uso della benzina contenuta in una bottiglia – siamo sempre al capitolo del verosimile – per incendiare l’apparecchiatura, in presenza del 22enne dunque suo sodale e complice. Distruzione portata a termine, dovendosi computare costi e spese per 15’000 franchi solo a rigor di danni subiti dal “radar”. Poi, dileguamento e magari con la convinzione, da parte dell’uno e dell’altro, di averla fatta franca.

Sorry ed in verità sorry manco per nulla, ma le cose non sempre vanno così. A distanza di tempo, il lungo braccio della legge et cetera, morale doppia azione quasi contestuale con agenti della Polcantonale a fermare il 22enne e colleghi della Polcom Lugano ad individuare ed a bloccare il 20enne, risultato tra l’altro già “oggetto di ricerca”, e prima o poi sapremo quale fosse il motivo di cotanto e perspicuo interesse. “Dossier” barzotto nelle mani di Nicola Respini, sostituto procuratore generale.

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