Rientrati in Ticino domenica 17 maggio, e dunque nel rispetto del programma, i sei volontari dell’associazione “Hunpa” – ovvero “Humanitarian nursing & paramedical aid” – che avevano intrapreso il viaggio da Biasca all’Ucraina con l’obiettivo di portare materiale sanitario e competenze mediche, anche in forma di ambulanza mobile, ai residenti in regioni quali Kharkiv e Mykolaïv, rispettivamente nel nord-est e nel sud del Paese. In nove giorni effettivi, compresa la copertura dei percorsi di andata e di ritorno, la missione condotta con due unità di tre persone ciascuna (nel gruppo una psicologa, un’infermiera, due operatori civili e due paramedici) e secondo specifici indirizzi; i particolari del progetto erano stati illustrati con precedente informativa (www.ilgiornaledelticino.ch/da-biasca-allucraina-sei-volontari-in-viaggio-per-portare-aiuto-medico); di particolare impatto l’incontro con Oleksia Pohranychna, religiosa appartenente alla “Congregazione delle suore greco-cattoliche di San Giuseppe” e che dal 2018 è figura di riferimento per i residenti nella zona di Kharkiv sia sul piano spirituale – opera sotto il campanile della cattedrale greco-cattolica titolata a san Nicola – sia nell’organizzazione di presidi sanitari, alimentari e di assistenza sociale. Prossimi possibili obiettivi: Nordafrica e Vicino Oriente, in quest’ultimo caso – valga il testuale – nelle forme di una “missione esplorativa volta a valutare possibili interventi di assistenza a favore dei profughi palestinesi”.






















































































