Home CRONACA Covid-19, si riparte con le restrizioni. Rassegnarsi, «cum grano salis»

Covid-19, si riparte con le restrizioni. Rassegnarsi, «cum grano salis»

Sappiamo che non ne potete più (in versione edulcorata: “Siamo consapevoli della stanchezza che serpeggia nella popolazione ticinese”), perché ‘sti 11 mesi sul filo della pandemia e dei provvedimenti restrittivi farebbero perdere la pazienza anche al biblico Giobbe, ma occorre che tutti siate aderenti “allo sforzo collettivo di responsabilità che è richiesto ad ognuno di noi”. Premesse che in filosofia arrivano da lontano – l’intelletto piegato dalla volontà alle esigenze dell’azione, avrebbe detto il beato Giovanni Duns Scoto – quella che si impone a decorrere da domani, in conferma ed in rafforzamento delle disposizioni cantonali di profilassi igienico-sanitaria, su parola dell’autorità politica cantonale; al di là degli errori di strategia che sono stati commessi, al di là delle stolide decisioni dei singoli, al di là dei tempi in cui si è avuta la sensazione dell’assenza di una visione a campo largo, al di là della carenza drammatica di risultati e della spaventosa dimensione di quanto è avvenuto, al di là di tutto questo, si direbbe, bisogna remare di nuovo nella medesima direzione. E quindi, per sei settimane ovvero sino a fine febbraio, rassegnarsi a fare di necessità virtù, da questa “fase uno e mezzo” in cui siamo stati riprecipitati, secondo regole e disposizioni in ragione dell’essere “ancora a livelli di allerta” la pressione sul sistema sanitario, pur risultando avviata la campagna di vaccinazione.

Ogni fiala, un passo in più – Partiamo proprio dalle vaccinazioni: a dati reali e aggiornatii sulle ore 24.00 di giovedì ultimo scorso, 8’660 le dosi somministrate. Andamento “molto positivo”, indicano da Palazzo delle Orsoline in Bellinzona, anche per via del sostanziale rispetto – sostanziale, cioè con scostamenti non drammatici – del metodo prefigurato ovvero della scala di priorità stabilita: dapprima le residenze per anziani ed i cittadini appartenenti di diritto alla “quarta età” (“Over 85”), poi estensione agli “Over 80”. Contraltare: il messaggio “deve infondere speranza, ma non assicurerà effetti immediati”, nel senso che il numero delle dosi a disposizione è limitato e pertanto la campagna di vaccinazione “richiederà ancora tempo”. Vale dunque l’ormai consueto suggerimento a prenotare l’appuntamento (telefono: 0800.128128) ad uno dei centri già organizzati; in alternativa, e soprattutto nel caso non si abbia modo di effettuare spostamenti di medio o di lungo percorso, prendere contatto con la Cancelleria del Comune di domicilio e prenotarsi per una futura vaccinazione “di prossimità”, progetto in via di attuazione con unità mobili e medici dei singoli territori.

Suggerimenti e raccomandazioni – Esiste, com’è noto, una categoria degli obblighi (troppi, contraddittori, alcuni addirittura tali da dover costituire motivo di imbarazzo per il normatore che del mondo reale sembra non conoscere alfabeto, grammatica e sintassi); esiste poi una categoria delle buone prassi, in pratica quel che nessuno ti obbliga a fare ma che è opportuno che tu faccia. Le si legga come proposte, invero non nuove: chi si trovi in una situazione di potenziale maggior rischio, per età o per patologie pregresse, cerchi di evitare i luoghi in cui si manifesti per solito un’elevata concentrazione di persone (alla luce delle ultime prescrizioni, diciamo che ciò vale per i punti-vendita dell’alimentare e per ben poco altro; da privilegiarsi la fascia mattutina sino alle ore 10.00 e, nel caso sussistano bisogni legati all’urgenza, ci si rivolga al centralino del Comune in cui si vive). Inoltre: insieme con l’utilizzo della mascherina se non è possibile il mantenimento delle distanze fra le persone, meglio che nei punti-vendita sia limitato al necessario il numero di persone per nucleo familiare. “Cum grano salis”, s’intenda, e nel rispetto del prossimo da parte di tutti, operatori commerciali e di sicurezza compresi.