Home CRONACA Contagi da Covid-19: Ticino sotto controllo, altri Cantoni invece no

Contagi da Covid-19: Ticino sotto controllo, altri Cantoni invece no

(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 23.20) Sono numeri da coda di contagio, secondo interpretazione corrente e fatte salve situazioni episodiche e topiche, quelli che affluiscono sulla sempre tragica contabilità da Covid-19. Una contabilità che rischia tuttavia di appesantirsi, ed è il caso di precisarlo, in ragione non della recrudescenza da focolai eventualmente non domati ma dall’imprudenza di soggetti che qualche norma di sicurezza aggirano o hanno sottovalutato, come attestano almeno quattro vicende fuori dal territorio cantonale (plesso scolastico ad Yverdon-les-Bains, due infetti, obbligo di quarantena per 80 insegnanti circa e per una ventina di figure del personale non docente; discoteche a Spreitenbach nel Canton Argovia ed a Zurigo, 26 colpiti dal morbo, obbligo di quarantena per almeno 400 persone; gruppo di giovani rientrati nei Grigioni dalla Serbia, sei positivi al virus, obbligo di quarantena per varie decine di soggetti venuti a contatto con il gruppo). Restandosi all’ordinario, ovvero a ciò che è stato gestito nei termini dell’autocontrollo delle frontiere, una valutazione corretta impone di accertare a quota 13 le vittime a partire da lunedì 1.o giugno ed a 60 i casi accertati nel passaggio da ieri alle ore 16.00 di oggi, per un totale di 794 contagiati nel corso del mese (aggiornamento a 19 Cantoni su 26; mancano Appenzello esterno, Friborgo, Grigioni, Vaud, Vallese, Ginevra e Neuchâtel).

Ai riscontri complessivi, assumendosi qui i soli dati dell’Ufficio federale sanità pubblica e su limite alle ore 8.00 di oggi, 31’714 i casi confermati, vale a dire 62 in più rispetto al giorno precedente, e 1’683 i decessi (due in più, “ma resi noti con grande ritardo”; responsabilità scaricata sulla gestione locale). Per quanto riguarda il Ticino, su ragguaglio in cui è compreso l’intero “week-end” lungo, sempre 350 i decessi acclarati, due in più i contagi per un totale di 3’329; a quota 912 sono nel frattempo saliti i dimessi da strutture ospedaliere cantonali.