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“Gang” di colombiani fa bottino sul Verbano: tre arrestati, uno in Ticino

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Tre gli autori del colpo, gioielli in oro ed in titanio e pietre preziose per un controvalore stimabile attorno ai 50’000 franchi, vittima un imprenditore dell’arte orafa; dopo il furto, ciascuno per la sua strada; ma tutti e tre ora in manette, ed uno di loro beccato in Ticino. Significativo dunque il contributo della Polcantonale nello sgominare la banda di colombiani che ormai 10 mesi addietro, nella zona dell’imbarcadero di Stresa (Verbano-Cusio-Ossola), aveva depredato un professionista in viaggio per il giro di rappresentanza tra i clienti nell’area compresa tra Arona (Novara) e Stresa per l’appunto, e necessariamente portando egli con sé il campionario: nella rete alcune settimane addietro (i particolari sono in realtà emersi soltanto negli scorsi giorni, dopo l’arresto dell’ultimo componente della banda), e con estradizione effettuata verso l’Italia in febbraio, un 43enne risultato essere clandestino su suolo peninsulare, privo di fissa dimora e di stabile occupazione ma noto per reati specifici contro il patrimonio. Per quanto riscontrato da effettivi dell’Arma dei Carabinieri in Verbania (Vco), i malviventi si erano posti sulle tracce del professionista con un pedinamento puntuale e, a rigore di ricostruzione dell’episodio, conoscendo strumenti e tattiche dell’uomo, che durante i trasporti aveva scelto di tenere gli involti con i preziosi non nell’abitacolo della vettura ma all’interno di un vano di sicurezza fatto realizzare nel bagagliaio dell’auto e dall’accesso occultato; l’azione criminale è stata eseguita durante una sosta del veicolo, avendo il proprietario posteggiato per andare a pranzo; tre i rotoli di merci preziose sottratti, rapida la fuga del terzetto a bordo di un mezzo la cui identificazione è stata poi determinate ai fini delle indagini.

Il disvelamento delle identità dei ladri è stato in realtà favorito dall’incrocio di informazioni pertinenti a due episodi distinti: il furto in sé, certo, ma anche l’esito di un precedente controllo stradale in cui era incappato uno dei tre membri della banda; i dati personali erano ovviamente stati registrati, così come targa e modello del mezzo… lo stesso poi utilizzato per il pedinamento del rappresentante di preziosi e per l’esfiltrazione dalla zona dell’imbarcadero. Già nell’ottobre 2025 l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare; primo arresto nello stesso mese, a Monza (provincia di Monza-Brianza), e qui si trattava di un 30enne; il 43enne assai più tardi, per l’appunto in Ticino; per arrivare al terzo – un 44enne – si è resa necessario il ricorso alla collaborazione delle autorità francesi, intervento risolutore venerdì 20 marzo. Nessuna indicazione da fonte ufficiale, per ora, circa l’eventuale recupero dei beni sottratti o, almeno, di una parte di essi.