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Luganese: telefonate-“choc” a segno, ma sul truffatore piombano i poliziotti

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L’hanno beccato l’altr’ieri sulla A2, a sinistra l’abitato di Taverne in Comune di Torricella-Taverne ed a destra il… “guard-rail” a fianco del quale la sua fuga, con il bottino dell’ennesima telefonata-“choc”, ha avuto inatteso (per lui) termine. Dell’essere costui un polacco residente in Polonia poco ci cale, nel senso che i farabutti di questa risma vengono anche da altre nazioni; dell’avere costui 46 anni meno ancora ci incuriosisce, nel senso che i criminali possono essere giovani, vecchi, alti, bassi, bianchi, neri e persino blu; al fatto che tale soggetto è stato individuato, fermato, inchiodato ed attrestato durante l’esfiltrazione dal luogo in cui aveva appena messo a segno un’altra delle truffe che gli sono contestate, invece, siamo molto molto molto interessati: da una parte perché un delinquente in meno sulla pubblica piazza è contributo tangibile alla salubrità dell’aria, da un’altra perché sono sempre lodevoli la tempestività e l’efficacia degli interventi delle forze dell’ordine sulle cose che contano (un po’ meno sulle bagattelle, soprattutto quando si prendono fischi per fiaschi), da un’altra ancora perché chi va a ledere uno dei nostri anziani è semplicemente candidato ad una figurativamente morte lenta e dolorosa, zero tolleranza, zero pietà, zero attenuanti in sede processuale, zero benefici quand’egli o ella si trovi dietro alle sbarre.

L’uomo, come indicano i portavoce di Polcantonale e ministero pubblico, è sospettato di varie azioni ai danni di adulti un po’ avanti con l’età e raggirati con sistemi meritevoli di contrappasso nelle Malebolge dantesche; dalla perquisizione della vettura con cui il 46enne si stava muovendo in direzione sud, avend’egli gran voglia e gran bisogno di sparire dagli occhi e dalla mente di quanti in lui si fossero imbattuti, sono emersi oggetti di valore e denaro contante che da rapide indagini sono risultati coincidere con il provento di una truffa commessa poco prima. Al dispositivo di fermo e di arresto del criminale hanno concorso effettivi dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini; l’individuazione era stata compiuta da agenti dsella Polcantonale con il supporto tecnico di colleghi della Polintercom Malcantone-ovest e della Polcom Lugano. Agli inquirenti il compito di verificare la presenza del 46enne sulla scena di altri colpi del genere, fra tentati e messi a segno, ché tra l’altro con l’arrivo della primavera rilevasi una recrudescenza del fenomeno; quanto alle ipotesi di reato, al momento vale la ripetuta truffa; “dossier” nelle mani del procuratore pubblico Zaccaria Akbas.