Home REGIONI A margine / Bus 315 da Locarno, chi protegge autista e “securino”?

A margine / Bus 315 da Locarno, chi protegge autista e “securino”?

Non si può dire che alle Fart non abbiano fatto tutto quel che è necessario per garantire il rispetto delle norme in materia igienico-sanitaria a bordo dei vettori su rotaia e su gomma; si spezza anzi una lancia a favore della direzione, ché già nei primi giorni della pandemia – quando ancora non sussistevano norme stringenti – i distanziamenti sociali a bordo dei bus erano sommessamente raccomandati agli utenti e la sezione di guida (dove sta l’autista, insomma) fu interdetta al passaggio, sì da evitarsi il contatto diretto. Ma che succede, quando le forze nemiche – spieghiamo fra un attimo – diventano soverchianti? Succede che autista e addetto alla sicurezza privata, entrambi a bordo del mezzo, si trovano nell’impossibilità di congruamente reagire all’inciviltà dei viaggiatori. Esempio, qui raccontato ieri in lingua tedesca e che riprendiamo ora in lingua italiana per non far torto a nessuno: bus numero 315 da Locarno direzione ValleMaggia, ultima corsa di sabato 8 agosto; massa di minorenni vocianti, quasi in sfida tra di loro per spingere ai volumi più alti la musica da radio ed altri dispositivi, mascherine rare o del tutto assenti; sul giusto richiamo a comportamenti più decorosi, salva di insulti e di offese condite da espliciti inviti a carattere sessuale. Encomio all’autista che ha portato a termine il servizio; encomio all’agente di sicurezza che si sarà dovuto trattenere; non si può tuttavia sottacere il problema causato a terzi, passeggeri cui rispetto e diritto alla tranquillità sono dovuti.

Ed immaginatevi, ad ogni buon conto, quali conseguenze avrebbe generato un eventuale atto di forza da parte dell’autista che, a mo’ di esempio e così come è nel suo diritto, avesse deciso di fermarsi e di far scendere gli intemperanti: proteste, genitori inviperiti, accuse, inevitabile tesi secondo cui “Bisogna tollerare, sono ragazzi…”, e via di questo passo. Oh, nessun dubbio sul fatto che di ragazzi si tratti: di ragazzi ignoranti, di ragazzi appropriatisi d’un linguaggio che – quand’essi fossero maggiorenni – li descriverebbe come sessisti e prevaricatori, e dai genitori la cui attitudine educativa non trova dimostrazione. Giusto giusto all’indirizzo dei genitori: qualora interessi, si dispone qui a bottega di ampia documentazione audio e dalla quale sono magari anche ricavabili singole voci, chissà che qualche mammina in apprensione voglia capire quali sono i comportamenti del cocco di casa quand’egli si trova in sodale cattiva compagnia. E chissà che, con una presa di posizione non equivocabile (presidente Paolo Caroni: se ci legge, ci mandi due righe al proposito), al guidatore ed all’addetto alla sicurezza sia restituita l’autorità di agire a tutela della sicurezza di tutti.

Altro che il portarsi due mani davanti alla bocca per mimare la mascherina che non si indossa, bimbetti con la faccia da schiaffi; altro che.