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Chiesa evangelica riformata, il Ticino “in rete” si riaffida a Stefano D’Archino

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La necessità del rinsaldamento del rapporto tra singole realtà cantonali, ad esempio in rapporto tra la “sua” specifica dimensione vallesana e quella del Ticino, al centro della testimonianza – titolo scelto: “Il filo è fragile, il tessuto è forte” – portata sabato a Bellinzona dal pastore Gilles Cavin, vicepresidente del Consiglio sinodale della Chiesa evangelica riformata del Vallese presidente del Sinodo della Chiesa riformata evangelica in Svizzera, ospite e relatore “forte” del Sinodo della Chiesa evangelica riformata nel Ticino, in sigla Cert. Nel corso dei lavori, durante i quali sono stati ricordati i valori fondamentali della presenza protestante con tre comunità regionali (Bellnzonese, Sottoceneri e Locarnese) che rappresentano il quattro per cento circa della popolazione, ha avuto luogo anche il rinnovo – di fatto, nel solco della continuità – delle cariche in seno al Sinodo ticinese. Per quanto riguarda il Sinodo (ovvero la dimensione comunitaria ed assembleare), Ulrico Feitknecht è stato confermato alla presidenza, avendo Giulia Bucciarelli Stocker quale “vice”; la titolarità del Consiglio sinodale – per così dirsi, l’Esecutivo ovvero il Governo della Cert – per il periodo 2026-2030 rimane in capo al pastore Stefano D’Archino, 66 anni, lauree in matematica con indirizzo fisico-matematico e poi in teologia, lunga esperienza professionale nel mondo dell’informatica per grandi gruppi e quindi, in termini anche metaforici, uno specialista nella costruzione di… reti. A Stefano D’Archino forniranno collaborazione diretta i parimenti riconfermati Rodolfo Huber, Eva Huhn, Renato Scheurer ed Alberto Stierlin. In immagine, Stefano D’Archino.