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Val Mara frazione Maroggia, mazzata ai servizi: sparirà l’ufficio postale

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Con il solito condimento di paroline suadenti e di alati pensieri da pubblicitari malnati e peggio ancora cresciuti, i vertici della “Posta svizzera Sa” hanno fatto sapere stamane a mezzo stampa – no, non con informazione diretta ai cittadini: per dire, un incontro pubblico in opportuna sede, una conferenza, una riunione aperta, un confronto in cui accogliere anche le voci dissenzienti in civile dibattito – di aver posto in essere la demolizione di un altro tra gli storici presidi in modalità di tradizionalissimo ufficio postale, Maroggia già Comune autonomo ed ora frazione di Val Mara la sede, locali in viale Stazione 2: da settembre niente più attività di sportello e niente più operatività diretta, in dirittura d’arrivo sarebbe invece l’appoggio delle attività ad un comune esercizio commerciale. Nel quale esercizio commerciale, per motivi che sfuggono (a dismissione programmata di un servizio, se di esso si prevede una qualsivoglia forma di continuità, dovrebbe corrispondere l’immediata attivazione nell’altra forma), l’operatività dell’agenzia sarebbe invero garantita soltanto dal gennaio 2027, e ciò nella migliore tra le migliori delle ipotesi; in traduzione, per non meno di quattro mesi mancherà dunque una sede fisica locale riconoscibile e di riferimento. Ma tranquilli tutti, dicono dalla fu regìa federale, stiamo per sfoderare il colpo vincente, noi abbiamo un asso nella manica: il servizio a domicilio dal lunedì al venerdì (al momento, per quel che consta, l’ufficio postale è operativo anche il sabato dalle ore 9.00 alle ore 11.00). Quale reale e congrua alternativa, dal territorio del già Comune di Maroggia uno si troverà ben presto tenuto a spostarsi a Bissone: saranno anche soli due chilometri e mezzo, ma la cosa risulterà spiacevole a quanti non dispongano di veicolo proprio, ed è il meno che dir si possa.

Per parte loro, e standosi al testo di una nota-stampa diffusa (mittenti i vertici della citata azienda; a loro si domandi eventualmente circa la veridicità delle affermazioni), le autorità comunali di Val Mara sostengono pienamente quanto si profila: “Per il Comune è importante (il fatto, ndr) che i servizi essenziali restino accessibili alla popolazione. Grazie al servizio a domicilio, quale alternativa temporanea, possiamo continuare a garantire un buon servizio postale a Maroggia, nell’attesa di adeguare l’offerta attraverso la collaborazione con un commercio locale in grado di assicurare una presenza fisica della Posta”, parole attribuite ad Jgor Zucchetti, sindaco. Il quale soggiunge che essere chiara “la volontà dell’Esecutivo”: una volta che sia stata portata a conclusione “questa fase transitoria e preparatoria”, obiettivo è il “procedere con l’apertura dell’agenzia postale nel più breve tempo possibile”. Di date precise e reali, in tal senso, nemmeno l’ombra.

Una prima decisione di chiusura dell’ufficio postale di Maroggia era stata annunciata ad inizio dicembre 2020, ed anche in quel caso con riduzione dell’attività al mero servizio a domicilio; a metà marzo 2022, e la notizia si riverberò sui cittadini un paio di settimane più tardi, il “Fermi tutti, abbiamo scherzato, non se ne fa più nulla”; la situazione, fu detto, sarebbe stata riconsiderata in altro tempo ed una volta valutati gli effetti della allora imminente aggregazione tra Maroggia, Melano e Rovio nel Comune di Val Mara; netta e non contestabile fu anche la garanzia di un ufficio postale in quanto ufficio postale, e non come mera agenzia “agganciata” a punti-vendita (ciò ha luogo sia a Rovio sia a Melano, per l’appunto), nel territorio comunale. Promessa disattesa.