Un regolamento di conti in contesto criminale, a quanto sembra per questioni di droga, all’origine dell’episodio di violenza di cui sono stati almeno corresponsabili, giorni addietro in territorio comunale di Trento, un 25enne albanese residente a Luino (Varese) ed un 24enne suo connazionale abitante nella comprovinciale Cugliate Fabiasco. I due soggetti sono finiti in carcere, addebito principale il tentato omicidio, per l’esplosione di un colpo di pistola – fortunatamente andato a vuoto – all’interno di un’edicola-tabaccheria, sull’esito di una vera e propria caccia all’uomo da loro inscenata a danno di un 28enne e di un 24enne, entrambi nordafricani e meglio tunisini: fatto occorso venerdì 10 aprile, attorno alle ore 9.30, ma i cui contorni sono emersi nelle scorse ore. Nel locale si trovava la titolare, una 43enne cubana, che uno dei tunisini, dopo le prime vie di fatto, ha letteralmente preso in ostaggio facendosi scudo con il corpo della donna; quest’ultima, secondo la ricostruzione fornita da fonti locali di stampa, è stata tuttavia in grado di reagire e di mettersi al sicuro dopo aver assestato un calcio al “rapitore”. Uno dei tunisini è rimasto ferito alla testa, e per tale motivo ha fatto ricorso alle cure dei sanitari in sede ospedaliera, causa colpo infertogli con il calcio della pistola da cui era partito lo sparo. La fuga dei due albanesi è durata pochi minuti, il tempo di percorrere forse 300 metri prima che l’accerchiamento da parte delle forze dell’ordine fosse ultimato: manette ad entrambi i soggetti, di cui sono emersi poi precedenti in materia di spaccio e/o traffico di sostanze stupefacenti.


















































































