Dietro al “volto” rassicurante dell’impresa distributrice di prodotti cosmetici, e con identità a quanto pare ben nota tra gli operatori all’ingrosso, un’attività di quelle che costituiscono motivo di interesse per le autorità in ragione della palese illiceità. Una produzione consistente di marijuana si celava infatti nel retrobottega – diciamo così: ma piuttosto ampio, ecco – di un’azienda con sede a Gavirate (Varese) ed al cui interno, nelle scorse ore, effettivi della Guardia di finanza hanno scoperto consistenti quantità di droga in fase di lavorazione o già pronta per essere spedita, in ragione di ciò potendo le forze dell’ordine procedere a cinque arresti sul posto e ad un sesto – quello dell’amministratore delegato della società – quasi nello stesso momento. Asse individuato: dalle rive del Lago di Varese all’aeroporto di Orio al Serio in provincia di Bergamo (da qui la competenza nella conduzione dell’inchiesta); da tale scalo la merce, precedentemente imballata in panetti e confezioni sottovuoto e posta all’interno di contenitori idonei secondo la tipologia delle sostanze stupefacenti, era fatta passare per l’appunto come articolo cosmetico e raggiungeva altre nazioni. Materiali sequestrati: hascisc per 2.5 chilogrammi, cannabis per quasi 220 chilogrammi, lampade, “kit” per l’irrigazione, fertilizzanti, impianti per l’aerazione degli ambienti, bilance, macchine per il confezionamento sottovuoto, imballaggi, et similia.
















































































