(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.33) Senza un “perché” reale a parte un fumoso effetto di trascinamento dal buon passo di Wall Street iersera e vaghe speranze di rapida risoluzione del conflitto in Iran, senza cioè che si sia materializzata una notizia risolutiva nell’oceano di nubi gravanti sull’economia e sulla finanza e sul mondo in pericolo, l’odierna risalita dello “Swiss market index” a Zurigo e di altri indici europei. Nel primario domestico, saldo sui 12’962.41 punti con progresso pari allo 0.62 per cento e dopo picco delle ore 16.01 oltre quota 13’000 (13’003.10 punti); “Swiss Re Ag” capofila (più 3.15 per cento), “Kühne+Nagel international Sa” in coda (meno 1.17). Nell’allargato, caso particolare (se ne parla in altra parte del giornale) quello di “Ht5 Ag”, già “Hochdorf” ed altro, più 3.28 per cento alla chiusura dopo impennata sino ad un guadagno nella misura del 20 per cento in apertura; in parziale rilancio (più 4.94) “Comet holding Ag” tuttavia ben lontana dai picchi di febbraio. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 0.70 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 1.21; Ftse-100 a Londra, più 0.83; Cac-40 a Parigi, più 0.49; Ibex-35 a Madrid, più 0.93. Positiva New York: “Dow Jones”, più 0.26 per cento; S&P-500, più 0.33; Nasdaq, più 0.44. Cambi: 90.58 centesimi di franco per un euro, 78.49 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin brevemente di ritorno attorno al controvalore di 60’000 franchi per unità ma ora in calo a 58’615 franchi circa.

















































































