Home POLITICA Comunali 2024 / Locarno, Plr di forza. Centristi al raddoppio, Verdi “out”

Comunali 2024 / Locarno, Plr di forza. Centristi al raddoppio, Verdi “out”

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A meno di guanti di sfida che in questo momento nessuno sembra aver voglia di lanciare, Nicola Pini sarà sindaco di Locarno in quota Plr: 3’793 preferenze costituiscono senza dubbio una prova documentale dell’attenzione calamitatasi attorno all’erede designato di Alain Scherrer, “frontman” politico l’uno, “frontman” politico (e non solo) l’altro. Ai liberali-radicali, confermatisi con un apprezzabile 32.51 per cento, tre seggi cioè convalida in cifre per la compagine precedente pur essendo mutati due dei tre personaggi in corsa; Nicola Pini veniva infatti dall’esperienza di municipale con titolarità sullo sviluppo economico e sullo sviluppo territoriale, ma oltre ad Alain Scherrer non si è ripresentato nemmeno Davide Giovannacci, uomo di calibro, sicché nulla era scontato né per Elena Zaccheo (seconda in ordine di partito, 2’385 voti) né per Mauro Silacci (terzo, 2’370); fuori, tra l’altro per uno scarto di 71 consensi rispetto a Mauro Silacci, quel Simone Merlini che era per contro considerato sicuro nell’ipotetica terna.

Le notizie del giorno, sulle rive del Verbano, vengono non già dagli ambienti di Lega-Udc-Indipendenti (16.49 per cento, rieletto Bruno Buzzini a quota 1’877) e nemmeno da quelli della Sinistra unita (qui con la stessa tipologia da “rassemblement” messa in campo a Lugano: socialisti, comunisti, operai-popolari, socialisti “Under”, “Forum alternativo” e Indipendenti), sicché Nancy Lunghi municipale era e municipale rimane (1’880 voti; allo schieramento un 17.11 per cento dei consensi). Macché: il botto è dei neocentristi, sul campo due da “usato sicuro” come Claudio Franscella e Marco Pellegrini, quel due per cento scarso rispetto alla “Sinistra unita” è valso un raddoppio – o un recupero del secondo seggio, in retrovisione storica – pur dovendosi anche qui sostituire il partente Giuseppe Cotti; ed ecco Claudio Franscella a quota 1’903 e Marco Pellegrini a quota 1’657, quest’ultimo con soli 25 preferenziali su Yvonne Ballestra che in verità è anche Cotti per matrimonio con il citato Giuseppe Cotti. A conti fatti, sette sono a questo punto i posti occupati e nel gioco del corricorri qualcuno non ha più trovato la seggiola: a sorpresa, quel Pierluigi Zanchi che veniva dall’essersi occupato di ambiente, territorio e sport, materie “pesanti” con “Verdi del Ticino più Indipendenti”, 1’073 voti personali non basteranno per consolarlo dell’estromissione. A corollario, niente bottone rosso per “Avanti con Ticino e lavoro”, ancorato sul sempre combattivo Bruno Cereghetti. In immagine, Nicola Pini.