Home CRONACA A margine / Meglio una notizia secca che l’incertezza speranzosa

A margine / Meglio una notizia secca che l’incertezza speranzosa

Un minirecupero venerdì scorso, due colpi d’ala tra ieri ed oggi, e lo “Swiss market index” della Borsa di Zurigo (utilizziamo la piattaforma di casa quale riferimento; ma il discorso sarebbe ed anzi è replicabile “tout court” su Francoforte e su Londra e su Parigi) si ritrova stamane sugli ultimi 100 metri prima della quinta cifra, 9’943 punti circa alle ore 14.16 ossia quando s’infornano queste quattro righe, ad interruzione di una lunga fase di progressivo cedimento, vuoi con scarto secco (anche un due per cento dall’alba al tramonto) vuoi con limature che alla lunga diventano flessione. La cifra in sé potrebbe non dire molto, se non fosse che ancora giovedì 29 ottobre, nelle analisi tecniche sull’orizzonte del listino primario, era rilevato l’ampliamento della tendenza al ribasso sicché alla chiusura corrente su 9’556.14 punti sarebbero stati da ipotizzarsi un primo supporto sui 9’400 punti e, ancora, un indirizzo all’ingiù sino a 9’240-9’250 punti.

Tra l’un rebbio e l’altro corrono oltre 700 punti, e ponesi dunque il quesito: è cambiato qualcosa, e per “qualcosa” si intende il qualcosa che è significativo, dallo scorso fine-settimana ad oggi? Risposta: a parte un paio di informazioni topiche cioè pertinenti a singola realtà quotata, vedasi ad esempio una consistente commessa giunta alla “Abb” dai coreani di casa “Daewoo” ed un episodico rallentamento del calo per quanto riguarda la propensione agli acquisti da parte del pubblico (concetto tradotto: per i regali di Natale prima ero disposto a spendere “100 ics” ed oggi sarei disposto – secondo le rilevazioni a campione – a spenderne 105), proprio no, nulla di positivo né all’interno né in quell’esosfera che grava sul mondo finanziario; al contrario, siamo tuttora nel mezzo della tempesta da Covid-19, la notte prossima avrà luogo il grande ballo della Casa Bianca, sull’Europa incombono nuove minacce terroristiche (per di più, a breve raggio). Eppure il percorso degli indici è altro, e contraddice il modello deterministico, e solo in parte rispetta i dettami del modello stocastico in cui viene accettato ed accolto l’ingrediente aleatorio. Ergo?

Ergo, questa è – per paradosso – una conferma. La conferma di un antico assioma: quando mancano notizie finanziarie eclatanti eppure gli indici di Borsa salgono, v’è chi sommariamente crede che in Borsa sappiano qualcosa che il comune cittadino non sa; in realtà, nessuno sa nulla, ma all’incertezza di medio e di lungo termine – per quanto da tale incertezza possano eventualmente derivare un dato utile ed un beneficio – l’operatore preferisce di gran lunga scommettere su un punto fermo, sia esso dell’uno o dell’altro segno. Esempio: al momento nessuno è in grado di attribuire o a Donald Trump o a Joe Biden la vittoria nelle Presidenziali Usa, odierno titolare quotato in media a 2.35, candidato democratico a 1.55, e questo ci dicono i “bookmaker” di mezzo mondo; ma lo “stakeholder” in Borsa sembra disposto a puntare sul fatto che avremo un’informazione certa e sicura nel volgere di poche ore, e non in tempi biblici, non in un’estenuante battaglia all’ultimo tra i cosiddetti “grandi elettori”. In un tempo nel quale abbiamo mille volte udito il “Black lives matter”, e meglio sarebbe stato un “All lives matter” checché pensino i “blogger” orientati a cercar facile consenso, qui entra in gioco il “No matter what”, basta che la cosa avvenga alla svelta e passi. Questo nella lettura più ampia; in frangia, s’intenda, ci sarà anche chi si aspetta un secondo, clamoroso “comeback” di Donald Trump, che la prima volta colò a picco i sondaggisti (ed Hillary Rodham Clinton, andata a dormire da quasi incoronata e ridestatasi scornata). Allo stesso modo, dopo settimane all’insegna dei traccheggiamenti sulle decisioni da assumersi in materia di profilassi anti-“Coronavirus”, anche i “lockdown” generalizzati suonano meglio del “Nessuna strategia manifesta”.

Il resto sta all’indicativo presente, o futuro in immediato divenire. Stay tuned, riprove (o smentite) a stretto giro di consultazione e di decreto.