Perché occuparsi soltanto dello spaccio di droga, e dunque essere meri terminali della filiera, quando si può operare “In proprio” e tra l’altro avendo facoltà di valutare alla bisogna le quantità da trattarsi – si sa, il mercato è mutevole ed a volte anche mutanghero – e, tra l’altro, scegliendo secondo proprio criterio sia i fornitori all’ingrosso sia i tempi per le operazioni sul terreno? E beh, certo, il discorso ha anche una sua logica; delinquenziale, potenzialmente omicidiaria, ma una sua logica. Di infrazione e di contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti, oltre che di riciclaggio di denaro, dovrà rispondere un 47enne italiano che tre giorni addietro, come riferito oggi da fonti del ministero pubblico “in uno” con il portavoce della Polcantonale, è stato tratto in arresto a Locarno quartiere Solduno quale “coinvolto” in un’attività di vendita a clienti locali, ignota la varietà dell’offerta ma sicuramente nel conto la cocaina, di cui risulta l’importazione diretta, da parte del soggetto medesimo, almeno per il peso alcuni ettogrammi, con trasferimento della merce a bordo di un’auto. L’uomo, individuato nel quadro di un’operazione già fruttifera (due altri arresti eseguiti in precedenza), è risultato essere dimorante sul territorio cantonale. Dell’incarto si occupa il procuratore pubblico Roberto Ruggeri.



