(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 23.30) Non un atto terroristico (ipotesi qui ed invero esclusa sin dalla prima ricostruzione dei fatti), non una rivendicazione sociale, non una vendetta: il gesto folle di un disagiato, persona con “problemi mentali” e da tempo “ai margini della società” secondo fonti delle autorità locali di polizia, all’origine del rogo in cui ieri pomeriggio, su un autopostale in arrivo sulla Murtenstrasse di Kerzers (Canton Friborgo) e proveniente da Düdingen, hanno perso la vita cinque persone affatto estranee all’esistenza stessa dell’autore della strage, anch’egli deceduto dopo essersi cosparso il corpo di liquido infiammabile ed essersi dato fuoco causando il rogo del veicolo e le conseguenze ormai tragicamente note. Il responsabile dell’atto inconsulto è un 65enne di passaporto svizzero, precedenti per uso di sostanze stupefacenti, formalmente con domicilio nel Canton Berna ma da tempo senza più rapporti con i familiari che dell’uomo avevano denunciato l’irreperibilità e, come emerso nel quadro delle prime indagini, oggetto di ricerche perché allontanatosi da un ospedale del Canton Berna – dove era stato ricoverato – il giorno stesso della strage (attorno alle ore 13.00 il lancio dell’allerta per la sparizione). Identificate anche le altre vittime: un 63enne portoghese, conducente del mezzo; un 16enne, un 29enne, una 25enne ed una 39enne, tutti cittadini svizzeri e tutti abitanti nella zona. Tra i cinque feriti, tutti con residenza nella regione, due cittadini svizzeri – una 56enne ed un 34enne – sono tuttora sotto terapie in sede nosocomiale; tornati a casa, chi dopo trattamento ambulatoriale e chi dopo qualche ora tra Pronto soccorso e sala medicazioni, un 34enne svizzero, un 61enne svizzero ed un 32enne kosovaro.
















































































