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Hockey Nl / Epilogo amaro, Chris DiDomenico e l’Ambrì si salutano (male)

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Epilogo amaro in vista nel peraltro non lunghissimo matrimonio – 16 mesi in tutto: l’arrivo in Leventina, in scambio con il FriborgoGottéron cui era stato destinato il non più gradito Jacob Lilja, ebbe luogo lunedì 28 ottobre 2024 – tra l’AmbrìPiotta dell’hockey di National league e l’attaccante Christopher “Chris” DiDomenico, canadese di Woolbridge nell’Ontario, 37 anni compiuti meno di due settimane or sono: le parti sono giunte in queste ore a definire un “addio” anticipato, in forme e con toni che non ci saranno mai raccontati per via ufficiale – vi si risparmia il patetico testo del comunicato-stampa diffuso nel pomeriggio – ma la questione diventa a questo punto ben poco interessante, sicché il giocatore è libero nell’immediato. Motivo principale: Chris DiDomenico, ad onta dei 41 punti messi a referto da ottobre a fine febbraio (10 goal e 31 assist, come dire presenza nel 34.17 per cento delle reti segnate dai biancoblù), non rientra nei piani e nelle logiche del neoallenatore Jussi Tapola, da poco sulla panchina dei biancoblù (trattasi del terzo allenatore nella stagione 2025-2026, e per di più di soggetto con contratto di breve termine); avvisaglie di tale diversa visione erano giunte nel corso di AmbrìPiotta-Davos di venerdì 27 febbraio (impiego totale: otto minuti e 59 secondi, nei fatti con esclusione dai cambi già a metà confronto) e nella mancata convocazione “tout court” per Zugo-AmbrìPiotta del giorno successivo, sicché ed in effetti la serie di presenze si era fermata a quota 47. Di massima, parrebbe che al tecnico finlandese non piacciano alcuni atteggiamenti tra cui la prolungata presenza sul ghiaccio (cambi “lunghi”) e, in sostanza, quella che taluni considereranno come indisciplina ed altri qualificheranno come generosità.

Fonti da OltresanGottardo, laddove dell’AmbrìPiotta pare si parli assaissimo a proposito talvolta ed a sproposito nella preponderanza dei casi, riferiscono anzi che giorni addietro quel che resta del vertice operativo leventinese avrebbe cercato di inventarsi una cessione “in extremis”, giro europeo, interlocutrici le dirigenze degli Straubing Tigers nella Del (massima serie germanica) e dei Bolzano Foxes nella mitteleuropea Icehl (da metà dicembre, alla transenna dei sudtirolesi, trovasi Doug Shedden, già a Lugano a metà del decennio scorso), su ciò tenendo Chris DiDomenico bene al corrente; in un caso la destinazione sarebbe stata cassata dall’interessato, in un altro non vi sarebbe stata soluzione concorde tra società e società. Duole il dover dire che, nel cumulo dei due incontri ultimi e cioè quelli in cui l’assenza del canadese era stata giudicata più utile rispetto alla sua presenza, l’AmbrìPiotta ha ricavato zero punti su sei disponibili, con ciò autocondannandosi alla disputa del “play-out” contro l’Ajoie, sviluppando 40 tiri in un totale di 120 minuti: magari le statistiche non raccontano tutto, ma di sicuro vengono in aiuto e, nella logica dei tifosi biancoblù, non possono non rattristare.

Dove Chris DiDomenico – contributo alle somme: 86 partite, 22 reti e 64 assist in campionato, media un punto esatto per incontro – possa andare, in verità, non è noto: a norme Iihf la “deadline” europea è scaduta ieri, idem dicasi per i trasferimenti dall’Europa verso la Echl (diciamo “Echl” come riferimento tra le leghe minori professionistiche d’OltreAtlantico). Che cosa all’AmbrìPiotta abbiano finalizzato è presto detto: transazione economica, ergo risparmio di qualche biglietto da mille. Che cosa possa accadere, i tifosi temono: un “play-out” da disputarsi con soli cinque stranieri escludendosi gli assimilati, e nel pacchetto degli stranieri c’è gente che da fuori ha portato solo il passaporto. Traduzione: “Hic Rhodus, hic salta”; se siete bravi come credete di essere, adesso dimostrate di sapervi salvare a percorso netto con i Tim Heed di questi tempi e con i Chris Tierney di ogni tempo.