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Tragedia della ValleMaggia, le “Raiffeisen” a fianco di Cevio e Lavizzara

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100’000 franchi già messi sul piatto dai vertici della realtà più direttamente interessata e coinvolta per relazioni economiche promosse ed alimentate, ma anche in termini emozionali, per il diretto condividersi della quotidianità in ogni sua espressione ed in ogni sua dimensione ed in ogni sua sfumatura; altri 200’000 franchi e più, nel frattempo, promessi dai responsabili delle realtà consorelle in quanto istituti federati. In prima linea, sull’effetto di decisioni rapide e strategiche nell’essenzialità, le “Raiffeisen” del Ticino e del Moesano nel duplice ed immediato impegno a sostegno delle popolazioni valmaggesi colpite dalla sciagura climatica dello scorso fine-settimana: soldi pronti “in proprio”, dalle risorse generate e messe sulla posta delle eventualità. Dalla “Raiffeisen” Losone-Pedemonte-ValleMaggia, ancorata in questo lembo del Sopraceneri centrooccidentale con sette unità (Ascona, Verscio in Comune di Terre di Pedemonte, Brissago, Losone, Intragna in Comune di Centovalli, ed ovviamente le identità-perno di Maggia e di Cevio, speculari nella tragedia, in immagine), l’“input” con l’apertura per l’appunto di una linea da 100’000 franchi che, insieme alla somma dei contributi provenienti dalle altre entità della galassia italofona in continuità territoriale, formano supporto tangibile e funzionale alle esigenze di domani nei Comune di Cevio e di Lavizzara, progettualità finalizzata ad opere di ricostruzione nel pubblico e nel privato. Su tale zoccolo duro l’innesto della seconda “tranche” del progetto: un agire di concerto ed in concorso, nelle forme della campagna di raccolta fondi focalizzata in particolare sulla Valle Bavona e sulla Valle Lavizzara, flagellate e sofferenti in misura di cui, tra l’altro, non vi sono ancora piena contezza e totale conoscenza; in sostanza, qui convergeranno anche le donazioni private, con facoltà di accesso per tramite della nota piattaforma “Eroi locali”.

Non è, questa, l’unica chiave della presenza dell’istituto sul territorio martoriato: “Abbiamo le radici nelle aree rurali del Cantone, il nostro sostegno non si limita ad un senso di solidarietà ma è testimonianza di riconoscenza verso queste zone periferiche – è il messaggio -, tanto di più in un momento così difficile e nel quale il pensiero primo va alle vittime, ai loro familiari, a quanti hanno subito gravi danni materiali”, C’è allora il sostegno finanziario, ma ci sono anche i cosiddetti “piccoli gesti” ispirati dalla fiducia e posti in essere per generare fiducia, per raccogliere e per infondere coraggio, per dire che il “Ci siamo” va oltre la mera dichiarazione formale; caso emblematico, ieri, l’avvenuto mantenimento del servizio dell’agenzia di Cevio anche in assenza della rete informatica, di fatto con un ritorno – non voluto, certo, ma necessario – all’identità della banca di immediata prossimità da Anni ’50. Allo stesso modo, la scelta di organizzare un momento di incontro e di allegria nel quale sono stati coinvolti i bambini del paese: qualche ora in cui cacciare e mettere in un angolo le sensazioni di ciò che già gli adulti sono stati costretti ad affrontare con timori, paura, sofferenza e riluttanza, ed allora si immagini lo stato d’animo dei più piccoli. Nemmen da dirsi circa la riconoscenza “ai soccorritori, agli amministratori di ogni livello ed a quanti si stanno prodigando per il bene della comunità”.

In ultimo, il domani: non si ha idea di quanti e quali siano a tutti gli effetti i danni, ma si sa che per la ricostruzione saranno richiesti “tempo e duro lavoro, quel lavoro in cui, passo dopo passo, saremo affiancati alla popolazione”. Una prima decisione tecnica – s’ha da essere prosaici, s’ha da essere previdenti e provvidenti – è stata adottata nell’immediatezza della riapertura degli sportelli: alla “Raiffeisen” Losone-Pedemonte-ValleMaggia saranno in disponibilità un contingente di crediti ipotecari per i privati ed un contingente di prestiti per gli enti pubblici, sempre nella prospettiva della ricostruzione. Il tutto, così garantiscono i responsabili dell’istituto, alle condizioni agevolate che si impongono per etica e, si dica anche, per cuore.