Home REGIONI Maggia-Leventina, dacci domani la nostra galleria in quota

Maggia-Leventina, dacci domani la nostra galleria in quota

Galleria di base, scartata: sarebbe stata utile e fors’anche splendida, ma già d’acchito si prefigurano costi alti ed incoerenti con la dimensione considerata “sostenibile” per tale investimento, e non parliamo nemmeno delle oggettive o presunte incompatibilità con i vincoli territoriali ed ambientali. Due allora le ipotesi che rimangono sul tappeto: o un collegamento funiviario, o una galleria “in quota”; quest’ultima, lo si ammette, ipotesi affascinante. Non fantasie e teoremi, ma solide realtà sta imponendo l’ipotesi di giungere una volta per tutte alla realizzazione di un collegamento diretto tra la ValleMaggia zona alta altissima e la Leventina, tra di loro in effetti comunicanti al Passo Sassello, oltre i 2’300 metri, e non a caso di una “galleria del Sassello” si parla con insistenza, come affiora dai recenti colloqui (in settimana, a Bellinzona, la seconda riunione – un primo incontro aveva avuto luogo nell’autunno scorso – tra i membri della “Delegazione delle autorità” costituita allo scopo di esaminare la fattibilità del progetto. Risultato, questo dell’esame compiuto, che in un modo o nell’altro sarà da conseguirsi entro l’inizio del prossimo anno: è negli auspici, è anche nella logica delle cose, essendosi giunti a stabilire che o la cosa si fa, o non la si fa e non la si farà per un’altra generazione almeno.

In presenza di quasi tutti gli attori coinvolti, ovvero di figure apicali per Cantone, Comune di Airolo, Comune di Lavizzara oltre che enti e commissioni varie, definito anche il percorso post-“Modulo uno”: si procede infatti verso lo studio sulla realizzabilità delle varianti prese in considerazione, il che significa acquisire ed esaminare gli aspetti tecnici ed i contenuti di progetto; a cascata, una volta che siano stati visti il bello ed il buono, toccherà il prender contatto con il reale e cioè con il vil denaro da porsi sul piatto per investimento e costi di esercizio. Non mancherà infine, come riferiscono dalla Delegazione, una “valutazione di opportunità atta ad identificare la domanda e le potenzialità delle singole soluzioni”. In immagine, la zona del Sambuco.