Home REGIONI La polemica / Una Tenero “d’antan”. Ma raccontata in… fantasia

La polemica / Una Tenero “d’antan”. Ma raccontata in… fantasia

Producono danni, e non da oggi, gli aneddoti di storia locale affidati alla penna di testimoni inattendibili ed a narratori un tanto il chilo; ciò soprattutto quando indagini retrospettive nella memoria, che già per sua natura è fallace e può tradire, godono di libera stampa senza controllo alcuno, o per sciatteria o per insipienza da parte dei controllori preposti. Un esempio viene dall’ultimo numero di “TeneroInContra”, periodico che in buona fede molti potrebbero considerare emanazione diretta dell’ente pubblico locale (riporta le “News dall’Amministrazione”, reca lo stemma del Comune in copertina, fa perno sulla Cancelleria comunale per il recapito dei materiali) mentr’invece è espressione di alcuni e basta, senza avallo di autorità alcuna; accade infatti che, in un prolisso “amarcord” dedicato alla Tenero “d’antan” (parliamo di cose tuttora memorabili con riscontro, nel senso che qualche anziano del territorio è in grado di confermare e/o di confutare), a mo’ di estratto da un libro già edito è stata pubblicata una ricostruzione assai fantasiosa della genesi di quello che peraltro fu il primo “camping” in Ticino, dunque una “prima” assoluta sulla quale, e dopo non poche polemiche perché in vari ambienti regnava l’avversione verso tale progetto, si innestò un fenomeno turistico vivacissimo.

A poco porterebbe il discutere sulle dinamiche che condussero alla nascita di quella che da Pasqua alla fine di ottobre era una… città a fianco del paese. Di sicuro, a differenza di quel che sostiene l’estensore del papello accolto su “TeneroInContra”, non accadde che taluni misteriosi soggetti arrivassero “(…) a spianare tutti i terreni” ed a “recintare tutto attorno”: i proprietari delle aree, molto più semplicemente, accettarono una proposta venuta da specifico imprenditore e gli affittarono tali sedimi in funzione, per l’appunto, di quello che sarebbe diventato “il” campeggio per eccellenza, modello da cui tutti gli altri copiarono o che tutti gli altri – tra l’altro, a distanza di parecchio tempo – vollero imitare o tentarono di imitare; e lo specifico imprenditore portò sulle sponde del Verbano un marchio che al tempo era emblema di qualità, nientemeno che il “Touring club svizzero”. Di maggior rilevanza è la constatazione del fatto che, sempre in quelle poche righe comparse sul bollettino comunale, l’imprenditore di cui sopra viene ridotto al ruolo di… custode; un po’ come se, con riferimento ai tempi nostri, si dicesse che Fabio Regazzi fa il portinaio ai cancelli dell’omonima azienda in quel di Gordola o che l’apprezzatissimo Ernesto Suter, deceduto appena qualche giorno fa all’età di anni 94, si occupava di dar acqua ai fiori. Confusione totale nella chiamata in causa di un secondo soggetto, figlio dell’imprenditore di cui trattasi: ai tempi della fondazione della struttura, il cui nome non viene fatto (boh, chissà per quale motivo…) e dunque si rimedia citandolo per l’appunto quale “Camping Tcs” dalla cui esperienza sarebbe poi sorto e derivato il “Camping Verbano”, quello era un 16enne agli studi e la sua attività – quale disegnatore tecnico, per la precisione – si sarebbe poi indirizzata verso uno studio di ingegneria; l’ingresso nell’impresa di famiglia sarebbe venuto più tardi, parecchio più tardi, roba d’una diecina di anni.

Ma poi, che diamine: il “testimone” sostiene che, dal momento in cui nacque il campeggio, a lui e ad altri ragazzi divenne impossibile l’andare “a rubare le ciliegie del Pietro”, con riferimento ad un terreno limitrofo. Strano, tanto strano: il campeggio in questione fu inaugurato in coincidenza con la Pasqua 1951; l’autore di tale testo risulta essere nato nell’ottobre 1947, e dunque avrebbe avuto tre anni all’incirca al tempo dei lavori preparatori per i quali erano stati necessari vari mesi. Sino ai tre anni e magari ancora gattonando prima di camminare, libero di andare in giro a prelevar fragole dal giardino altrui, e vedendo all’opera chi non c’era? Ahi, i ricordi messi lì affastellati, e per far massa, e senza che nessuno possa contestare, e senza che nessuno si senta in dovere di verificare prima di pubblicare o di ripubblicare… Nell’immagine (proprietà GdT), una panoramica del “Camping Tcs” nella prima configurazione (1951).