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Hockey Nl / Lugano, un finlandese di due metri per coprire la gabbia

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C’è un Mikko Koskinen ben noto, nello sport finlandese: giocava a basket, 138 presenze in Nazionale con oltre 1’000 punti segnati, lo si vide agli Europei 1977 in Belgio e nemmeno dispiacque, sul suo metro e 90, e ci si domandò che cosa avrebbe saputo fare se fosse stato più alto di quella mezza spanna che in vari contesti fa la differenza. Vedremo ora se Mikko Koskinen – no, non quello: un altro con la sua stessa identità ai Servizi demografici; no, non nel basket, ma nell’hockey – saprà sfruttare i due metri pieni donatigli dalla natura ed accreditatigli dai fini recensori delle vicende discatorie ad ogni latitudine, ché codesto finnico (si intuiva, vero, dal suono del cognome?) si pone da oggi e per un biennio al servizio dell’Hockey club Lugano quale quinto straniero (sotto contratto erano già Marc Arcobello,Troy Josephs e Daniel Carr; al terzetto si è aggiunto di recente il difensore Oliwer Koski) ed in ruolo stradelicato, ossia portiere. Longilineo, soli 92 chilogrammi frazionati su cotanta sberla d’uomo; età non tenerissima, saranno 34 primavere fra un mese; nato a Vantaa, che è la patria del football americano in Finlandia e da sé fa due terzi degli abitanti di tutto il Ticino e che diede i natali anche al pilota Mika Hakkinen ed al già bianconero Valtteri Filppula oltre che alla cantante Anna Abreu; giovanili con gli Evu cittadini e poi filiera agli Espoo Blues e primo assaggio di massima serie proprio ad Espoo nel torneo 2007-2008, indi stagione intiera chiamata alla “draft” Nhl 2009 da parte degli “scout” dei New York Islanders.

Poi, carriera seria con ingresso dalla porta di servizio: Ahl ai Bridgeport Soundtigers, Echl agli Utah Grizzlies, di vera Nhl solo quattro partite nel torneo 2010-2011; rientro in madrepatria, Kalpa Kuopio e poi di nuovo Espoo Blues. Buon contatto ma niente proposta di contratto in Nhl? Okay, vediamo di annusare l’aria della Khl: passaggio al Sibir Novosibirsk mentre fioccano le chiamate in Nazionale, nel 2014-2015 metà stagione con la stessa squadra e metà al San Pietroburgo, titolo conquistato; conferma, vittoria mancata; conferma per il 2016-2017, altra “Coppa Gagarin”; 2017-2018, invece no. A questo punto, altro giro in Nhl e per un quadriennio sino all’altr’ieri, sempre con gli Edmonton Oilers, sempre con risultato personale sopra il 50 per cento o almeno pari. Conti brevi: 175 partite in Nhl, 261 in Khl, 135 in massima serie finnica, 54 tra Ahl ed Echl, due medaglie d’argento tra i Mondiali 2014 ed i Mondiali 2016.

Grandi numeri, grande perplessità: come mai la scelta dell’Europa, peraltro sulla scena elvetica che Mikko Koskinen non ha mai frequentato? Pare che Valtteri Filppula abbia fornito buoni ragguagli, e di tale parola non vi è motivo di non fidarsi. Chiaro è poi l’alto tasso di incognite legato all’infilarsi nell’elenco dei “free agent” in una fase qual è questa; da non trascurarsi, in ultimo, la relativa disponibilità generale all’investimento sui portieri stranieri quale postulato della stagione. Aggiungeremo l’esservi stati, durante l’ultima annata, alcuni screzi fra Mikko Koskinen ed i vertici degli Oilers, per quanto le evidenze abbiano detto che il portiere è stato determinante nel far conseguire risultati ben al di là delle attese. Sarebbe interessante, in questo senso, il conoscere per filo e per segno quel che figura nel contratto stipulato tra l’agente del giocatore e la dirigenza del Lugano; tanto per capire se, al di là dell’impegno assunto in forma biennale, sussista qualche “escape clause” verso la Nhl anche a stagione in corso, o da qui all’inizio del campionato, o che altro. In alternativa, basterebbe il sapere quale sia l’ingaggio del neoportiere bianconero: il quale, sull’ultimo triennio, viaggiava a 4.5 milioni di dollari Usa l’anno. Una cifra cui non è che si rinunci così, solo per il piacere di tuffare i piedi nel Ceresio dai gradoni della foce del Cassarate.

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