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Comunali 2024 / Ascona: niente ribaltone, Giorgio Gilardi sindaco

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La domanda, ancora un minuto prima del mezzogiorno, era una sola: si sposta, o non si sposta, l’esito di queste Comunali ad Ascona? Dal responso delle urne si apprende che no, non si sposta, nell’immediato: a salve il colpo sparato dal neocentrista ex-giap Maurizio Checchi, già vicesindaco nelle compagini municipali guidate dal non ripresentatosi Luca Pissoglio e, al turno ufficiale di metà aprile, risultato primo per numero di consensi personali; eletto dunque Giorgio Gilardi, 66 anni a luglio, partito da “outsider” in quota Plr nella campagna (di ottime sensazioni era gratificata ad esempio Michela Ris, esperienza decennale nell’Esecutivo) e dimostratosi solidissimo nel resistere dopo essersi ritrovato investito del ruolo di sindaco “ad interim” (di quindicina, dicevasi ad un tempo). Netto il margine allo spareggio: Maurizio Checchi, uno dei due neocentristi eletti in Municipio (l’altro è Paolo Duca), ha trainato su di sé il consenso di 994 votanti mentre a Giorgio Gilardi sono andate 1’096 schede; nel compendio, non rilevanti bianche (45) e nulle (12); 2’147 dunque i consensi espressi, 3’509 erano gli iscritti in catalogo.

Il Plr fa dunque carte, primiera e settebello, avendo messo a referto quattro municipali su sette (Giorgio Gilardi, Matteo Rampazzi, Stefano Steiger e Michela Ris; la compagine di governo del borgo è completata dal rossoverde Ulrich Zimmermann). Ma l’orizzonte resta nebuloso: dopo palleggio di competenze, dal Tribunale amministrativo cantonale a “Mon Repos” e viceversa, è da stabilirsi il destino del ricorso su una o più schede curiosamente divorate da uno o più tritacarte; caso non eclatante come quello rivelatosi ad Arbedo-Castione, le cui elezioni sono state necessariamente annullate dopo riscontrato sbianchettamento di decine di schede con deviazione dei flussi di voto dalla Lega dei Ticinesi a favore (pare, dicono, sembra, corre voce) del Partito liberale-radicale, ma bastevole per scatenare una caterva di polemiche e per indurre i neocentristi a compiere passi drastici (di mezzo, tra l’altro, un seggio perso proprio a favore del Plr: quoziente di ripartizione pari a 2’769.67 contro 2’771.50, in cifre… un voto). Nella foto, il neosindaco Giorgio Gilardi.