Home CRONACA Compera due vecchi telai, “hobbysta” bellinzonese nei guai

Compera due vecchi telai, “hobbysta” bellinzonese nei guai

A conti fatti: una perdita secca nel portafoglio, reflusso biliare ad ettolitri per l’irritazione e, al momento, una macchia sulla fedina penale per qualcosa che mai e poi mai sarebbe dovuto accadere. Tripla fregatura quella capitata tra capo e collo ad un 55enne svizzero, con domicilio a Bellinzona, “hobbysta” con passione sviscerata per il restauro dei veicoli d’epoca e che sul fare dell’estate pensava di aver messo a segno un piccolo colpo: i due telai di “Vespa Piaggio” individuati per tramite di un annuncio su InterNet, e da lui pagati e ritirati in provincia di Padova, sono infatti risultati provento di furti perpetrati parecchi anni addietro, l’uno a Palermo nel 1984 e l’altro a Ravenna nel 1990.

State a sentire. Al valico di Ponte Tresa, in luglio (ma della vicenda è stata data notizia solo oggi) la scoperta della fregatura e l’inizio dei guai: sull’ingresso in territorio cantonale, a verifica del contenuto del furgone, i funzionari doganali svizzeri chiedono ragione dei documenti di proprietà; che non ci sono, e quindi il 55enne parcheggia e fa un salto alla vicina stazione dei Carabinieri di Lavena-Ponte Tresa per l’ordinaria dichiarazione di avvenuto smarrimento (non importa da parte di chi; basta il dichiarare l’assenza o l’indisponibilità, nel caso tale materiale sia stato dimenticato nella sede del venditore) dei documenti medesimi. In fase di registrazione dei dati, tuttavia, un sospetto da parte dell’addetto: meglio verificare che tutto sia in ordine, e dunque meglio che sia data una controllatina ai numeri di telaio. Punzonatura esistente e ben visibile su entrambi i mezzi, nessuna abrasione, dunque tutto sembra in ordine. Manco per nulla, invece: dalla banca-dati delle forze di polizia l’evidenza dell’essere tali mezzi oggetto di ricerca in quanto rubati, punto. Si immagina la faccia stupita del compratore, si immagina poi il passaggio dalla sorpresa allo sbalordimento all’incredulità nell’istante stesso in cui il carabiniere comunica che quella merce finisce sotto sequestro e che a carico del 55enne scatta una denuncia per ricettazione, e lo stesso dicasi per quanto riguarda il venditore (individuato).

Futuro prossimo: necessità di chiarimento con scartoffie in viaggio ed assistenza legale necessaria su entrambi i fronti, possibile ed anzi probabile che l’accusa di ricettazione cada per assenza sia di dolo specifico sia di dolo generico (chi nutrirebbe sospetti su due residui dalla carrozzeria ammaccata e risalenti ad una trentina e più d’anni addietro?); quanto alla derubricazione in incauto acquisto, potrebbe bastare la dimostrazione del fatto che la compravendita ebbe luogo in condizioni di assenza dell’oggettivo sospetto (sempre per i motivi di cui sopra). Ma il guaio resta, a danno di tutti anche se in qualche modo si chiudono due minimi “cold case”; i legittimi proprietari degli “scooter”, sempre che essi siano ancora in vita e sempre che essi nutrano un residuo interesse alla questione, saranno informati circa i ritrovamenti e potranno ritirare tali mezzi, o residui dei medesimi, una volta che sia stato firmato a loro favore lo sblocco dei sequestri.