Home ESTERI Colpo di stiletto / Gli “scoop” del fenomeno. Che si inventava tutto

Colpo di stiletto / Gli “scoop” del fenomeno. Che si inventava tutto

L’esperienza da cronisti – e lo si raccontò già una volta – insegna che gli “scoop”, le notizione da esclusiva, quando va bene ti càpitano due volte nella vita, e se sei fortunato magari tre, e talvolta proprio in nessun caso senza che questo stia a significare che sei un cattivo giornalista. In categoria “Mirabilia” è dunque quel che, nell’arco di sette anni e sino a domenica scorsa, tale Claas Relotius ha prodotto per “Der Spiegel”: inchieste a vasto raggio, dagli scenari dell’Isis a quelli della carovana umana che ha attraversato il Centramerica per bussare alle porte degli States, et cetera. Peccato che Claas Relotius, che si era portato a casa anche lo “European press prize” ed in un’occasione era stato scelto come “Giornalista dell’anno” dai membri della qualificatissima giuria della “Cnn”, si fosse inventato tutto quel che dello “scoop” abbia avuto almeno una parvenza: almeno 14 servizi falsi nella sostanza ed in parte nella forma, eppure regolarmente pubblicati senza che nessuno dicesse “Bah”. A “Der Spiegel” affermano ora che questo è il punto più basso nella storia del settimanale dal giorno della fondazione, anno 1947. Eppure potrebbero cavarsela con un semplice ritocco alla testata: nel senso proprio del raggiro bidonesco, “Der Schwindel”…