Home CRONACA “Centrale comune d’allarme”, fine-settimana da sfida alla resistenza umana

“Centrale comune d’allarme”, fine-settimana da sfida alla resistenza umana

Sono i primi a riconoscerlo: non tutto è andato alla perfezione. Nel senso, e lo sanno: esiste un limite di sistema che nemmeno nella peggiore delle ipotesi si immaginava sarebbe stato raggiunto; ma qui la peggiore delle ipotesi è stata superata, perché mai in Ticino, dal tempo in cui venne istituita tale scala, vi era stata la dichiarazione del quinto grado di allarme su cinque; ergo, si consideri questa esperienza come una cifra per l’adeguamento alle necessità future. Resta ad ogni modo largamente apprezzabile la risposta data dalla “Centrale comune di allarme-Cecal”, nel fine-settimana, in presenza di fenomeni atmosferici imperversanti su territorio, strade, collegamenti ferroviari e nuclei abitati: oltre 4’000, sui numeri “117” e “118”, le chiamate ricevute con richiesta di intervento da parte di forze dell’ordine, Pompieri ed effettivi della Protezione civile; computate anche le 789 chiamate in uscita, dalle prime rilevazioni statistiche constano quindi circa 5’000 contatti “sostenuti” anche perché, stanti le previsioni meteorologiche, l’entità del personale disponibile era stata incrementata ed ogni postazione di lavoro era presidiata da un operatore, con possibilità di fronteggiare 50 chiamate in simultanea. Che sembrano molte, e lo sono; sul picco dell’allarme, e qui il rammarico, “non è stato possibile il fornire risposta ad alcune chiamate degli utenti, mentre una ventina di telefonate è stata deviata oltre San Gottardo e poi reindirizzata sulla Cecal”.

Problema ovviabile, e lo si capisce: non a caso, “come per ogni evento di carattere straordinario, il primo di questa portata dall’introduzione del nuovo sistema di condotta, in settimana effettueremo una prima valutazione particolareggiata, al fine di migliorare gli aspetti tecnici”. Nell’attesa, contano le cifre di quel che ha funzionato: 370 gli interventi comunicati alla Cecal, con casistica primaria secondo allarmi acqua, allarmi, eventi naturali ed inquinamenti. Altri interventi sono stati richiesti direttamente nelle zone colpite dal maltempo e con situazioni particolari. Analisi oggettiva: si eviti di pretendere l’impossibile…