Home CRONACA Carpentieri dalla Romania ma fuori regola: cinque denunciati a Dalpe

Carpentieri dalla Romania ma fuori regola: cinque denunciati a Dalpe

L’idraulico polacco magari non c’è, ma il carpentiere rumeno e fuori regola dilaga. A dirlo non siamo noi: c’è tanto di scritto e di raccontato da un portavoce della Polcantonale, a margine di notizia in ogni caso afferente alla questione, e da questa si parte. Fatti occorsi in Dalpe, ieri, su un cantiere: cinque operai, tutti per l’appunto provenienti da Bucarest o da Bacau o da Pitesti o da Slobozia nella regione storica della Muntenia o da quel che sia, sono stati sorpresi mentre effettuavano lavori di assemblaggio e di costruzione sul tetto di una stalla, in condizione di scarsa sicurezza cioè laddove, stando al riscontro degli ispettori del lavoro e degli specialisti in nome della “Suva”, non c’era nemmeno una traccia dei necessari ponteggi. Non c’erano, in verità, nemmeno gli ordinari strumenti deputati a garantire una sia pur minima sicurezza; non c’erano, per stare agli esempi, le imbragature salvavita; non c’erano calzature antiscivolamento; in categoria “Ignoti 1-2-3-4-5” quegli strani oggetti a forma di cupolotto emisferico, solitamente di color giallo o arancione, che proprio sui cantieri – da lavoratori o da ospiti che si sia – abbiamo la stupida abitudine di indossare definendoli tipologicamente come “caschi”.

Insieme con i problemi pertinenti all’assenza di sicurezza, materia per la quale si incorre nella violazione delle regole dell’arte edilizia e già questo è argomento su cui la magistratura viene chiamata ad interessarsi, da pieno Codice penale risultò un’altra evidenza: i permessi di lavoro, a quanto consta, mancavano, e da ciò l’addebito per infrazione alla Legge federale sugli stranieri. Le contestazioni riguardano un 41enne domiciliato nel Canton Berna, un 23enne domiciliato nel Canton Soletta, un 36enne residente in Romania, un 27enne residente in Romania ed un 18enne residente in Romania, ma non per il solo intervento edilizio che era in corso alla stalla in Dalpe: sempre restandosi ai contenuti della nota-stampa diffusa, “analoghe attività” sarebbero state “svolte in località ticinesi”. E qui il commento, nella circostanza da riportarsi per filo e per segno: “Fenomeno non nuovo” nel quale sono operativi anche “altri gruppi che, non ottemperando alle disposizioni in materia, offrono questo tipo di prestazioni” ovvero “abitualmente si procurano lavori di carpenteria o di lattoneria con il passaparola o con la richiesta porta-a-porta”. Libera offerta con vizio di fondo, dunque, con rischio di chiamata in correità: a carico di chi ingaggia tali operai non sono escluse sanzioni qualora venissero “constatate violazioni o in caso di infortuni”.

Non manca, a corollario, nemmeno il fervorino che punta al portafogli: “Inoltre, si potrebbe incorrere in spiacevoli sorprese poiché i prezzi bassi dell’offerta potrebbero essere ben più alti al momento del saldo…”. Buon intenditore, et cetera, anche se.