Home SPORT Calcio Dna / Lugano, gioia vera è crederci. E vincere all’ultimo respiro

Calcio Dna / Lugano, gioia vera è crederci. E vincere all’ultimo respiro

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Al minuto 90, sull’utile pari già convertito in bottiglia di spumante dopo partita su un’autentica patataia sfasciacaviglie (leggasi alla voce “Campo buono solo per le talpe dopo svolgimento di concerti”), il Lugano pedatorio pensò oggi di inventarsene una: alleggerimento, volata, spioventone dal piede di Milton Nahuel Valenzuela – che sarebbe un terzino, ma aveva ancora mezzo chilo di polmone sinistro da spendere e quindi si era avventurato in profondità di fascia – e beng, craniata di Mohammed Amoura in campo sì e no da un quarto d’ora, avend’egli fatto da subentrante all’ormai esausto Maren Hailé-Selassié. Craniata a bersaglio, 2-1, due altri calci al pallone e fischio dell’arbitro Alessandro Dudic, bianconeri alla terza vittoria nella massima serie e ruolino di marcia riportato verso l’equilibrio, pur grevi essendo le quattro sconfitte sul groppone; e d’accordo circa il fatto che lo Zurigo sta proprio con le àncore immerse nella fanghiglia, ma lo scarto dei due punti tra il certo e l’incerto convertito in successo potrebbe persino diventare decisivo, fra qualche mese, appunto segnato e verificheremo a suo tempo.

Nell’immediato riscontransi invece i seguenti punti: a) pur con i chiari di luna evidenziati, l’attacco del Lugano è secondo solo a quello dello Youngboys; b) in difesa si balla male non già su situazioni “organizzate” (tipo percussione, scarico, velo di un giocatore, terzo entrante e botta a fil di palo) ma sulle palle in morienza, vado io vai tu va nessuno e magari si infila un piè veloce o, proprio perché la sfera ballonzola mal accarezzata da un piede e bistrattata dall’altro, persino un bradipo buca la retroguardia e infila; se Oluwatosin Aiyegun sia l’uno o l’altro, cioè fenomeno o brocco, non saremo noi a giudicare, ma sta di fatto che proprio al nigeriano riqualificatosi come beninese spetta il merito dell’1-1 al 24.o, e qui siamo alle solite sbavature in grado di compromettere un’annata; c) Renato Steffen giunto fresco come una rosa dal Wolfsburg si è già preso una fetta del cuore dei tifosi; contratto sugli ultimi refoli del mercato, immediato inserimento in “rosa” con elevazione al rango di titolare, 270 secondi della prima partita in bianconero e goal personale quale esecutore ultimo nella dinamica descritta quale situazione “organizzata” al precedente punto (b), innesco del movimento grazie al sovrammenzionato omonimo del Negus neghesti, al tabellino si registra come minuto 5. E chiudiamola qui, ché gioia è quando settembre ti sorride, frase che fra sette giorni potrebbe servire solo per accendere il camino ma nel frattempo teniamola sul versante degli attivi di bilancio.

I risultati – Sion-Basilea 2-1 (oggi); Zurigo-Lugano 1-2 (oggi); Lucerna-Servette (domani); Grasshoppers Zurigo-Winterthur (domani); San Gallo-Youngboys (domani).

La classifica – Youngboys 14 punti; San Gallo 12; Servette, Sion 11; Lugano, Grasshoppers Zurigo 9; Lucerna 8; Basilea 6; Winterthur, Zurigo 2 (Sion, Lugano, Zurigo sette partite disputate; Youngboys, San Gallo, Servette, Grasshoppers Zurigo, Basilea, Winterthur sei; Lucerna cinque).

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