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Schizofrenia borsistica: indici a picco, Zurigo cade e si rialza, New York trema

(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.32) Lunedì dai connotati schizofrenici nelle Borse europee, non esclusa quella di Zurigo laddove lo “Swiss market index”, precipitato a metà seduta sino a 7’650.23 punti cioè lasciando sul campo circa 741 punti equivalenti all’otto per cento rispetto alla chiusura di venerdì, è andato al recupero progressivo a partire dalle ore 13.47 e riuscendo a limitare il danno alla misura dell’1.68 per cento sugli 8’227.08 punti. Numero pesante, commisurato ai 140.48 punti effettivi e con due soli spunti in cifra verde (“Roche holding Ag”, più 3.39 per cento; “Swisscom Ag”, più 1.26) contro autentici disastri nel comparto finanziario (“Ubs group Ag”, meno 7.40; “Credit Suisse group Ag”, meno 9.38) per non dire dello sprofondo del titolo “Swiss life holding Ag” (meno 12.59); eppure trattasi di dato marginalissimo in un contesto continentale in cui le vendite sono state a tratti tempestose e non sempre compensate dalla disponibilità degli acquirenti; vedansi i responsi da Parigi (Cac-40, meno 5.75 per cento), Francoforte (Dax-30, meno 5.31), Milano (Ftse-Mib, meno 6.10) e Madrid (Ibex-35, meno 7.88). Difficile il dire, in una situazione che ai più appare fuori controllo, chi abbia ragione; da New York arrivano al momento evidenze orientate drammaticamente al rosso, con flessioni fra il 9.48 per cento del Nasdaq ed il 9.82 per cento del “Dow Jones” alla luce del temuto inizio di una recessione a livello mondiale. Ai minimi da oltre tre anni il cambio franco-euro, con ultima attestazione a 105.6 centesimi per unità.