Home CONFINE Biomateriali da scarti grazie alle larve: un progetto all’UnInsubria

Biomateriali da scarti grazie alle larve: un progetto all’UnInsubria

L’ipotesi di lavoro: convertire rifiuti organici dal basso valore in biomolecole, proteine e lipidi utilizzabili per dar vita a prodotti innovativi, e ciò facendosi affidamento su una cosiddetta “mosca soldato” meglio nota come “Hermetia illucens”. Tale la tesi in corso di indagine – nella prima decade del mese corrente l’atto inaugurale – all’UnInsubria in Varese e Como, nel contesto delle attività nel Dipartimento di biotecnologie-scienze della vita, sotto le forme del “Progetto Rich” coordinato da Gianluca Tettamanti. “Rich”, acronimo per “Rubbish into chain”, si sviluppa su un arco di 36 mesi nel quadro del bando “Economia circolare, ricerca per un futuro sostenibile” sotto sostegno economico della “Fondazione Cariplo” (900’000 euro nel complesso, cioè 300’000 ogni anno); con il contributo finanziario dello stesso istituto era stato condotto a compimento nel 2019 un altro progetto, dal titolo “InBioProFeed”, che era stato centrato sul processo di generazione del mangime per pesci a partirsi dalle larve allevate su scarti di frutta e di verdura.

Nel percorso sotto osservazione per il “Progetto Rich”, come indica Gianluca Tettamanti, la “Hermetia illucens” fornisce uova dalle quali si schiudono le larve che vengono collocate sulla frazione organica dei rifiuti solidi urbani; da un lato si riduce l’entità degli scarti, dal momento che le larve si nutrono del substrato cioè del materiale predetto, e dall’altro le larve si ingrassano e pertanto producono biomassa (ed in un secondo tempo, dalle larve stesse, vengono estratte e purificate le proteine da destinarsi alla produzione dei biomateriali). Intuibile lo sviluppo ultimo: “Generare una filiera innovativa ed integrata di economia circolare per la gestione dei rifiuti”. Al programma cooperano figure con competenze multidisciplinari di realtà quali Unistudi Milano, “Poli” Milano e “Deutsches Institut für Kautschuktechnologie” in Hannover. Della squadra all’UnInsubria, oltre al coordinatore Gianluca Tettamanti ed a Gianluca Molla per il Dipartimento di biotecnologie-scienze della vita nel medesimo ateneo, fanno parte Vincenzo Torretta (Dipartimento di scienze teoriche ed applicate), Andrea Vezzulli (Dipartimento di economia), Raffaello Seri (idem) ed Elena Maggi (idem). In immagine, il gruppo di lavoro all’interno del laboratorio di biologia degli invertebrati: da sinistra, Gianluca Tettamanti, Annalisa Grimaldi, Deborah Muraca, Daniele Bruno, Nicolò Baranzini, Laura Pulze ed Aurora Montali.