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A margine / Mostra finita. Ah, no, la prolungano. Ma ce lo dicono “dopo”

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Con informazione distribuita alla stampa solo stamane (ore 10.03 secondo cronologia in casella di posta elettronica), i vertici del lodevolissimo “Max museo” in Chiasso hanno fatto sapere che la mostra dedicata a Vito Noto ed ai suoi 40 anni di attività tra grafica e “design” viene prolungata sino a domenica 2 ottobre compreso, in ragione del “carattere inedito dell’esposizione” e dell’“interesse pubblico suscitato per la sua ricca articolazione”. La cosa non può non rallegrare, per di più sapendosi che tale estensione non lede altro evento in calendario (i materiali della mostra stessa saranno trasferiti in blocco a Palermo, luogo di origine di Vito Noto, per un allestimento a Palazzo Riso già Palazzo Ventimiglia di Belmonte). E tuttavia: ancora la settimana scorsa era stato diffuso un comunicato-stampa con la conferma del “finissage” a ieri, domenica 11 settembre, ed è improbabile – suvvia – che la decisione di prolungare la manifestazione sia maturata “ex post”, cioè la notte scorsa, come suggerisce invece la diffusione di una nota-stampa proprio questa mattina. Inoltre, è illogico il credere che dell’“interesse pubblico suscitato (dalla mostra, ndr) per la sua ricca articolazione” ci si sia accorti solo ieri pomeriggio, cioè a distanza di oltre quattro mesi dall’atto inaugurale.

Un minimo di perplessità insorge, a questa stregua. Era forse un modo per rimediare qualche riga in più di visibilità sulla stampa? Beh, allora spiace: né al “Max museo” in quanto tale, né alla sua direttrice Nicoletta Ossanna Cavadini lo spazio è stato mai negato, e – per quanto ci riguarda – sempre aggratisse. È stato forse uno strumento di “marketing” per forzare l’attenzione dei possibili visitatori, attenti, ultima occasione, o questa domenica (ieri) o niente più? Beh, questi sono sistemi da venditori di padelle e di materassi sulle tv d’oltreconfine, e non degni né delle esigenze del pubblico né delle istanze proprie dell’artista che si sta “rappresentando”. Amen; ma la prossima volta, prima di pubblicare a questo proposito, staremo molto molto molto attenti. Senza preclusioni, senza pregiudizi, ma anche a mani libere.

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